Alberto Roveri addio Per più di 50 anni un leader nello stile
Nel 1961 aprì il negozio col marchio Astor con la moglie Gilli Dai capi maschili alla scelta di offrire anche moda femminile
Inappuntabile, sempre elegante anche senza cravatta, cortese e sorridente.
Così amici e clienti ricordano Alberto Roveri, titolare dell’omonimo emporio di abbigliamento in piazza Muratori, scomparso pochi giorni fa per un male incurabile. La malattia però non lo ha piegato sino agli ultimi giorni di vita. Il giorno prima del ricovero, come faceva da cinquantacinque anni, era andato a fare acquisti per il suo negozio di abbigliamento da donna. Il 23 febbraio il ricovero è il progredire furibondo della malattia.
Ora solo il cartello dei saldi ricorda malinconicamente l’ultimo atto di un’avventura imprenditoriale che ha visto in Roveri uno dei protagonisti dell’eleganza a Modena. I suoi esordi in grande stile, già con il marchio “Astor” nel 1961, lo videro impegnato assieme alla moglie Gilli per la vendita di capi maschili e femminili; vent’anni dopo la scelta di virare completamente sui capi più eleganti solo per le donne, più selettive e colorate.
«Proprio quest’anno avevamo deciso di cessare l’attività - racconta la moglie Giliana, per tutti Gilli - È dal luglio del ’61 che abbiamo lavorato insieme, fianco a fianco, per tirar su il negozio. Abbiamo visto cambiare tanto il centro in questi anni e noi siamo rimasti sempre lì, testimoni di una città che si modificava. Quando abbiamo aperto il negozio, giusto lì di fronte a Palazzo Solmi, c’era il cinema Ambra, che per qualche tempo nell’immediato dopoguerra era stato un dancing. E di fianco a noi c’era il bar Arlecchino, molto frequentato: oggi al suo posto c’è un ristorante giapponese che serve il sushi e l’ex palazzo nobiliare è stato restaurato. Era anche in funzione l’ospedale S.Agostino e i parcheggi sempre disponibili; il centro non era un’isola pedonale come oggi e le auto passavano per via Emilia senza problemi».
Roveri fu in prima fila nell’associazionismo dei commercianti del centro storico e non solo. Attivo in Confcommercio per molto tempo, negli anni ’80 e ’90 era stato presidente di Promocenter e aveva contribuito ad animare “Modena nel cuore”; infine, ed è cronaca degli ultimi anni, era stato consigliere della Licom-Lapam.
«La sua scomparsa è una cattiva notizia - dice triste Silvia Manicardi, presidente Lapam della zona di Modena - Siamo tutti più poveri, e in particolare penso ai negozianti del centro storico».
Oltre alla moglie Gilli, Roveri lascia i due figli Elisabetta e Massimo.
Saverio Cioce
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