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Danno fuoco ad un’abitazione di Rivara

Danno fuoco ad un’abitazione di Rivara

San Felice. Misterioso incendio distrugge magazzino e garages. Rilievi della scientifica dei carabinieri

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SAN FELICE. I carabinieri stanno indagando con fondate convinzioni sull’ipotesi che si sia trattato di un gesto doloso. Una ripicca, una vendetta, che non si spiega per chi conosce la vittima del danno: Marco, muratore 60enne ed ex calciatore. Conosciutissimo, stimato da tutti in paese. Era in casa con la moglie ieri alle 6, quando la barista del Soleluna, un giovane camposantese che apriva il locale sotto l’abitazione, ha dato l’allarme.

«Quando ho aperto era ancora buio e non c’era nulla, non ho visto nulla, poco dopo però mentre sistemavo all’esterno ho sentito dei rumori forti. Sono andata sul retro, nel cortile interno della famiglia che abita qui sopra, e c’era un incendio...».

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di San Felice, mentre il rogo divorava il laboratorio dell’artigiano e i garages, all’interno dei quali c’era anche l’auto di Marco, una Giulietta d’epoca perfettamente conservata.

Distrutta anche la vecchia roulotte che era servita come rifugio nei giorni del terremoto.

Danneggiati infine l’esterno del mini appartamento disabitato al pianterreno e l’abitazione di Marco, al primo piano.

L’ipotesi che si è fatta strada subito, poichè l’incendio ha attecchito in un’area che era priva di impianti, è che si fosse trattato di un rogo doloso, più ancora che di un incidente, come la classica cicca di sigaretta gettata via da un passante nelle ore precedenti su una catasta di legna.

Per accertarlo, ieri in tarda mattinata sono arrivati anche gli esperti della scientifica dei carabinieri, che hanno sentito il proprietario, la moglie e altri testimoni utili, oltre ad effettuare tutti i rilievi utili.

Certo che se non ci fosse stato un allarme tempestivo, poteva accadere ben di peggio. L’abitazione infatti è stata salvata, così come il bar e l’alloggio sottostanti. Salve anche le case confinanti; siamo infatti nella borgata con annessa piazzetta in pieno centro a Rivara. «Dormo con la finestra su quel cortile. Sentivo il crepitio che pensavo grandine», racconta Paolo, un confinante.

«Ci sono gli allacciamenti del gas, sono stati risparmiati grazie all’intervento tempestivo», fa notare Christian.

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