Gazzetta di Modena

Modena

In centinaia per l’ultimo saluto a don Ivo

In centinaia per l’ultimo saluto a don Ivo

A Quartirolo una folla di fedeli al funerale del fondatore del Nazareno. Il vescovo Cavina: «Esempio di generosità cristiana»

2 MINUTI DI LETTURA





Il sole illumina la parrocchia della Madonna della neve di Quartirolo, dove seicento persone si sono raccolte. Occupano ogni angolo della chiesa, qualcuno è costretto a rimanere nel piazzale, dove gli altoparlanti consentono a tutti di partecipare al funerale di don Ivo Silingardi. Ci sono anziani e giovani, autorità e non, tutti accomunati dall’affetto per don Ivo, scomparso a 95 anni venerdì sera dopo la caduta sulle scale di giovedì. Un percorso che a molti ricorda quello di Cristo.

«Cristo è sempre stato un amico affettuoso, con grande attenzione nei miei riguardi sempre presente con interventi soavi. È stato il più grande e assoluto amico della mia vita. Un amico che ringrazio per avermi chiamato al sacerdozio per il quale non solo non sono mai stato pentito ma sempre felice, contento e pienamente soddisfatto», sono le parole dello stesso don Ivo, scritte di suo pugno nel testamento spirituale, citato dal vescovo Francesco Cavina durante l’omelia, costruita su due colonne portanti: generosità e altruismo. «Don Ivo ha accolto tutti - racconta monsignor Cavina - i bambini e gli anziani, i vicini alla Chiesa come i lontani, i ricchi come i poveri. Ha dato una formazione a tanti ragazzi, agendo sempre in comunione con Cristo e la Chiesa tutta. Porto ancora nel cuore il colloquio avuto con lui mercoledì: anche in quell’occasione era preoccupato per la mia persona, in particolare per la prossima missione in Kurdistan».

Il pensiero del vescovo incarna quello dell’intera comunità carpigiana, che al termine della funzione lo saluta con un lungo applauso, grata per quello che don Ivo è riuscito a trasmettere al prossimo, andando ben oltre il mero conforto spirituale. Ha consentito ad intere generazioni di realizzare il proprio percorso di vita. Lo ricorda don Carlo Malavasi, citando nel dettaglio la biografia di don Ivo: prima gli anni di prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale, poi la creazione delle scuole di formazione nel Dopoguerra, infine l’intuizione dell’istituto Nazareno negli anni Ottanta. Ed anche il legame con don Luigi Giussani e la Fraternità di Comunione e Liberazione. Proprio il presidente, don Julian Carron, ha voluto partecipare al cordoglio per don Ivo con una lettera: «Il suo volto solare e lieto era il segno più evidente di una lunghissima vita consegnata a Cristo, che ha mostrato in lui la portata della fede: è divenuto padre di tanti ragazzi attraverso la scuola alberghiera e le altre opere nate dal suo cuore amante della loro vita, consapevole che il loro destino di felicità era più decisivo di ogni difficoltà o handicap».

Padre di tanti ragazzi. Di tanti uomini e tante donne. Che lo accompagnano in silenzio e con commozione nel suo ultimo viaggio.

Giovanni Balugani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google