Occupazione, lavori per creare accoglienza
Gli autonomi all’interno dell’ex caserma in via S. Eufemia stanno predisponendo gli spazi e le stanze per dare una sistemazione alle famiglie senza un tetto
Qualche tavolino che arriva e “varca” il fatidico portone un tempo gestito dai carabinieri, le due bandiere immobili fuori dalle finestre, lo striscione e qualche persona che si siede sulle panchine di legno.
Ieri mattina e anche nel primo pomeriggio situazione di calma piatta all’esterno della ex caserma dei carabinieri in via Sant’Eufemia, teatro dell’occupazione scattata sabato scorso ad opera del collettivo Guernica, dal mondo locale dell’autonomia e dallo sportello sociale La Rage che sta portando avanti nella vicina via Bonacorsa una sorta di “comune” con famiglie che ora stanno sotto a quel tetto.
Calma piatta all’esterno, ma all’interno gli occupanti si stanno dando da fare per far rivivere gli spazi chiusi da parecchi anni, da quando i carabinieri hanno abbandonato la caserma e lo stabile è rimasto inutilizzato. È di proprietà della Cassa depositi e prestiti ed è stato affidato ad un apposito fondo che deve provvedere alla sua vendita. I responsabili del fondo, probabilmente oggi o al massimo domani, riceveranno notizie su quello che sta accadendo all’ex caserma e chiederanno lumi non tanto al Comune quanto alla questura e alla prefettura.
Tornando a ieri e comunque da quando è iniziata l’occupazione, le forze dell’ordine in generale si sono limitate a qualche passaggio di controllo, per constatare che la situazione sia tranquilla.
Nessun problema sabato sera, al primo concerto che si è tenuto all’interno, nessun problema al secondo concerto-momento di ritrovo che si è tenuto ieri sera. All’interno dunque chi occupanti si stanno adoperando per creare una situazione vivibile per alcune famiglie che già si trovano all’interno. Persone senza casa o sfrattate, persone che hanno dei bambini.
Forse “il grosso” deve ancora insediarsi (inizialmente gli occupanti parlavano in tutto dalle 50 alle 70 persone), sta di fatto che la macchina per sistemare la stanze nei vari piani è stata messa in moto. All’interno non ci sarebbero acqua, luce e gas, come hanno del resto riferito alcuni occupanti. Esistono però un generatore di corrente, pile e torce. Quanto al Comune, come ha sottolineato Giacobazzi, “in presenza di emergenze sociali con minori l’amministrazione è pronta a farsene carico valutando e occupandosi dei casi, come del resto ha sempre fatto”.
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