Modena, sciopero della sete per Merlino: sfida ai vertici di Equitalia
Il fioranese da ieri è in piazza Mazzini in attesa dell’udienza di oggi: «Fatico a stare in piedi ma da qui non mi muovo». Una lunga polemica e una denuncia con il numero uno dell'agenzia, Befera
MODENA. “Befera, gli scarafaggi ti aspettano”. Ieri mattina la frase era scritta sul bavaglio di una donna. Era scesa in piazza Mazzini per sostenere Mauro Merlino, querelato per diffamazione dall’ex presidente di Equitalia. Il fioranese ha iniziato ieri lo sciopero della sete.
Quello della fame è partito tre settimane fa. Nel luogo dedicato alla memoria del patriota italiano è rimasto in piedi, con il sole e la pioggia, al mattino e di notte, e così farà anche oggi almeno fino alle 14. A quell’ora è fissata l’udienza in tribunale e potrebbe confrontarsi con il querelante.
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Qual è l’accusa? Merlino aveva pubblicato un video (poi rimosso) in cui sosteneva che l’Agenzia andrebbe denunciata per «istigazione al suicidio».
A settembre Attilio Befera non s’è presentato in tribunale, il fioranese ha manifestato con una bara in corso Canalgrande - protesta che fece ben presto il giro del web - e s’è detto pronto a vendere un rene pur di mantenere la famiglia nonostante la situazione che si è creata.
Il tempo non ha attenuato la forza delle sue idee. «Piuttosto che la remissione della querela - ha assicurato l’uomo, manette ai polsi - preferisco essere condannato. Garantisco che Befera verrà: non si aspettava che uno “scarafaggio” si ribellasse. Sono come una goccia cinese».
L’immagine dell’insetto sarebbe stata usata, secondo quanto riportato dal manifestante, da Befera in un colloquio con Gennaro De Falco, avvocato poi uscito dall’Agenzia.
«Gli “scarafaggi” le persone che cercano di portare il pane a casa - ha ripreso Merlino - e credono ancora in un’Italia migliore, non governata da persone che promettono senza mantenere».
La goccia cinese è, invece, uno strumento di tortura con cui si applica uno stillicidio sul capo dei prigionieri.
Merlino invoca la libertà di pensiero per la frase di cui è accusato e che ripeterebbe usando l’indicativo presente.
«È una frase detta da tutti - ha risposto l’uomo - e dal cambio di vertice non è cambiato nulla. I nuovi vertici non si sono palesati, siamo completamente abbandonati e costretti sempre a pagare. Siamo persone oneste che pagano, ci credono e poi purtroppo a volte si tolgono la vita».
Un altro silenzio contestato è quello delle istituzioni. «A Fiorano nessuno ha detto nulla - ha replicato Merlino - vorrei in generale che le istituzioni pagate da noi, invece che fermarsi alle sagre di paese per mangiare, stiano in piazza con la gente».
In centinaia, specie sui social network, hanno manifestato solidarietà all’uomo che da mesi si trova in questa situazione, che intende essere un portavoce dei loro bisogni, di quanti cioè sono incappati in problemi legati ad Equitalia. «Faccio fatica a stare in piedi - ha garantito Merlino - ma non mi muovo e resterò in piedi. Se cadrò mi rialzerò. Se l’udienza dovesse saltare tornerò in piazza. Protesterò fin quando i nuovi dirigenti non esprimeranno un parere e Befera non si presenterà. Ritieni una persona non alla tua altezza? Presentati in tribunale. Dobbiamo dire no all’abuso di potere che in queste situazioni emerge in modo lampante».
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