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Biblioteca Delfini di Modena tra spaccio e furti

di Stefano Luppi
Biblioteca Delfini di Modena tra spaccio e furti

Continuano a sparire portafogli e computer, lo scambio di sostanze nel chiostro è quotidiano: nessun intervento

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MODENA. Non “solo” spaccio, anche furti continuati di computer, strani via vai nel chiostro all’aperto e nei bagni interni e una sorta di impunità che danneggia i tanti che alla Delfini vanno a studiare o a scegliere i libri da prendere a prestito. Il tutto condito con la mancanza di telecamere nello spazio esterno.

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A un anno e oltre dagli articoli, con segnalazioni dei lettori, dedicati allo spaccio alla biblioteca civica di corso Canalgrande la situazione non pare per nulla migliorata. Anzi, è sufficiente recarsi sul posto per constatare come siano tanti, troppi, gli episodi che non vanno nel luogo pubblico forse maggiormente frequentato della città dopo stazioni e piazze. Qui passano centinaia di persone al giorno, decine di migliaia all’anno, si tratta di un luogo dove francamente anche la sicurezza pare un po' “ballerina”. L’odore di fumo, entrando nell’ampio chiostro di Palazzo santa Margherita, sede della Delfini, della Civica e del Museo della figurina, è sempre fortissimo ed inequivocabile. Ma purtroppo ci sono altri episodi che peggiorano la situazione: angoli del chiostro dove la situazione si potrebbe notevolmente migliorare, persone che sostano tutto il giorno sui muretti e non si capisce il perché. A questo punto, la domanda che si fanno molti utenti e anche i dipendenti è: perché non si prendono provvedimenti nonostante vari episodi e una situazione al limite? Ecco tutti i nodi alla Delfini.

I FURTI DI COMPUTER. Occorre mettersi nei panni dei ragazzi che ogni giorno vanno con il proprio pc per studiare ai tavoli della civica. Uno va in bagno o a fumare una sigaretta oppure a rispondere a una telefonata, lascia per pochi minuti il proprio computer sul tavolo dove studia e questo sparisce. Per un certo periodo ne sparivano fino a due al giorno, ma ai tempi i vertici non vollero mettere cartelli che invitassero all’attenzione per non “sporcare” l'immagine della biblioteca. Insomma, la polvere va sotto al tappeto perché le biblioteche costano milioni di euro l'anno e “devono” funzionare.

BAGNI E SPAZIO VIDEO. I bagni al piano terra e al primo vedono a volte un via vai piuttosto strano, mentre lo spazio film è spesso occupato dai soliti noti.

I CLOCHARD. Nella sala riviste, soprattutto nei periodi freddi stazionano in tante occasioni alcuni senzatetto. Molti utenti si sono lamentati per la presenza dei forti “odori” di queste persone disperate.

SPACCIO AL CHIOSTRO. Lo spaccio è il problema più grave e non da oggi, tanto che proprio ieri alcuni agenti sarebbero anche passati in zona. Allo spaccio, grave, si aggiunge chi si prepara una “canna”, una attività vietata negli spazi pubblici. I giovani ben conosciuti da chi lavora quotidianamente negli istituti culturali di Santa Margherita sostano sul lato opposto all'ingresso del portone della Delfini. Sono quasi sempre gli stessi, a volte entrano con cani ed episodicamente addirittura con le bici. Talvolta giocano a calcio o con i loro animali.

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LA SCALA DELLA CIVICA. Lo scalone opposto a quello di ingresso del museo al piano superiore è un punto cieco e si nota spesso uno strano via vai di persone in quell’angolo.

MANCANO TELECAMERE. L’occhio elettronico non vigila il chiostro perché i monitor di chi controlla le immagini sono relative ai corridoi interni della Delfini, alla sala della Figurina al primo piano, ai bagni.

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