Gazzetta di Modena

Modena

«Dai malati ricevi lezioni di vita, basta uno sguardo»

di Laura Solieri
«Dai malati ricevi lezioni di vita, basta uno sguardo»

Giancarlo e Barbara sono volontari di Asa 97, associazione che segue i casi di Aids: «Difficile gestire il carico emotivo»

3 MINUTI DI LETTURA





«Esserci. Conta solo questo in certe situazioni. E noi, ci siamo». Giancarlo Marchetti e Barbara Poppi sono due eroi quotidiani, silenziosi e cordiali, due dei - per fortuna - tanti, che abbiamo il piacere di raccontare ogni settimana su questa pagina dedicata al volontariato modenese.

«I primi anni accompagnavamo la gente alla morte, abbiamo visto morire un sacco di giovani. L’incontro con il malato avveniva sempre e solo in ospedale, prima di incontrarlo non sapevi chi era né in che condizioni lo avresti trovato».

Giancarlo e Barbara sono volontari di Asa 97 - Associazione Solidarietà Aids e ci raccontano che il loro aiuto consiste nell'esserci, anche attraverso i silenzi. «Oggi la medicina ha fatto passi da gigante, anche se è una malattia che comporta un percorso molto impegnativo da gestire. Le morti sono calate ma è una patologia in aumento», spiegano i volontari. Questa associazione si occupa di assistenza domiciliare in convenzione con l’Ausl ai malati di Aids, sostegno amicale, presta servizio presso il reparto di malattie infettive del Policlinico e presso strutture extraospedaliere di accoglienza.

«Ho conosciuto un ragazzo che non mi accettava - racconta Barbara - Tra noi si era creato un silenzio molto pesante. Erano le prime volte che mi cimentavo in questa attività, ero piena di voglia di fare e trovare un muro davanti mi rattristava molto. È proprio da quel ragazzo che ho ricevuto la migliore lezione di rispetto verso le persone. L’unica cosa che mi disse fu: tu puoi scegliere chi andare a trovare, io non ho scelta. È stato grazie a lui che ho capito tante cose di questo servizio nel quale, per me, i silenzi sono stati i più importanti».

«Io porto nel cuore l'amicizia con un ex tossicodipendente di Mirandola, conosciuto nella sala d'attesa del Policlinico, nel vecchio reparto - dice Giancarlo, che si è avvicinato a questa associazione più di 20 anni fa, dopo aver letto sulla Gazzetta un articolo firmato dal dottor Francesco Pellegrino, fondatore e presidente di Asa97 - Quando ci siamo presentati come prima cosa mi ha rimproverato, lamentandosi del fatto che non lo avevo considerato prima, nonostante ci incrociassimo da una settimana lungo i corridoi dell'ospedale. È nata una grande amicizia. Quando è morto, ha voluto che fossi lì con lui. Parlavamo a gesti e a strette di mano. Dopo la sua morte me ne sono andato dall'associazione per sei mesi, per il dispiacere. Poi ho capito che era giusto tornare. Per me che non sono credente è forse più difficile accettare la morte: a me, dopo la morte, la persone manca e basta. Devi imparare a gestirti da solo il carico emotivo che deriva da un’attività del genere - afferma Giancarlo - Il mio modo di fare volontariato è cambiato negli anni: faccio le cose con più professionalità nel senso che controllo meglio il trasporto emotivo, anche grazie ai corsi sulla relazione di aiuto che ho fatto».

Barbara e Giancarlo non svolgono una professione nel campo sanitario, non hanno avuto esperienze dirette: «Ho sempre avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno insegnato a prestare attenzione agli altri - afferma Barbara - Lo faccio per il futuro, per le persone. Sono una cittadina e in quanto tale, mi devo e mi voglio impegnare, mi voglio mettere in gioco». «Ai miei nipoti spiego come stare lontano dall’Aids e cosa sono le malattie sessualmente trasmissibili - le fa eco Giancarlo, che ha nipoti di tutte le età - In famiglia i ragazzi non parlano di queste cose: lo sperimentiamo alle Officine della Solidarietà, quando incontriamo le scuole e parliamo con loro della nostra associazione». Contatti: 335 61 93 158 - asamodena97@gmail.com.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google