Federconsumatori, la lista dei contenziosi
Barani: «Telefonia, banche, gas e luce sono i settori dove abbiamo più cause con le imprese»
La crisi colpisce i consumatori e anche chi li difende. Secondo i dati diffusi ieri da Federconsumatori che ha reso noto il bilancio delle attività del 2015, i casi seguiti sono in diminuzione e così pure il numero degli iscritti, passati da 4.064 a 3.965 anche se il lavoro certo non manca per i 18 sportelli attivati in tutta la provincia di Modena.
«Al giorno d’oggi prima d’iniziare una vertenza i cittadini ci pensano due volte perchè il rapporto costi-benefici non è conveniente e in molti casi i cittadini rinunciano a far valere i propri diritti».
Il caso più eclatante? Le multe per la sosta per cui da due anni è obbligatorio il pagamento preventivo delle spese di giustizia prima ancora di arrivare al Giudice di Pace, 43 euro in tutto, che non vengono restituiti neppure in caso di vittoria; in più vanno aggiunti i costi del legale (anche se ci si può difendere da soli). Con multe da 36 euro significa vietare i ricorsi.
«Il numero delle consulenze dello scorso anno è stato stabile rispetto a quelle del 2014 - sottolinea la presidente Renza Barani - Le pratiche aperte sono state 2.024 mel 2015 rispetto alle 2.326 dell’anno precedente. E nell’85% dei casi c’è stata una risposta positiva».
I cittadini-acquirenti sono più deboli con i giganti e mille lacci e lacciuoli ingabbiano i diritti del cittadino quando si tratta di revocare un contratto telefonico concluso a voce o ricontrattare i termini di un mutuo. Non a caso le vertenze con banche, compagnie telefoniche fanno la parte del leone superando l’80% dei casi trattati; nel restante quinto c’è il resto del mondo, dai saldi fasulli alla vacanza-patacca dove sparisce la casa o il biglietto aereo a prezzi stracciati.
Tra i 666 casi per le forniture di gas, luce e acqua la concorrenza spietata di microcompagnie commerciali porta a una valanga di ricorsi. La conquista dei clienti avviene sbandierando risultati e tariffe eccellenti: errori di fatturazione, blocco dei contatori e rateizzazioni delle bollette sono il pane quotidiano dei contenziosi. Ma è la telefonia a svettare, con 883 casi seguiti da Federconsumatori. Anche togliendo gli 8 casi legati ai servizi postali, i 47 legati alle tv, tutti gli altri si riferiscono ai servizi telefonici e a quelli collegati tramite internet. Qui a essere messi sotto accusa, per esempio, sono i contratti siglati al telefono: in caso di contestazione la compagnia fornisce via web in breve tempo la registrazione delle telefonate con le risposte dei clienti e spesso saltano fuori consensi inesistenti.
Ma il tasto più dolente è quello degli istituti di credito.
«Chi aveva azioni subordinate delle banche recentemente bloccate dal decreto governativo - puntualizza Barani - oggi si trova con nulla in mano. Se va bene il calo di valore è stato del 90%. Abbiamo chiesto al governo di risarcire tutti senza distinzioni». Già, ma per quale capitale? I 100 milioni promessi da Roma sono insufficienti.
Saverio Cioce
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