Gazzetta di Modena

Modena

Frode fiscale: il Riesame “scongela” 450mila euro

di Carlo Gregori
Frode fiscale: il Riesame “scongela” 450mila euro

Castelfranco. Industriale nel mirino dell’Agenzia Entrate e della Procura a Milano per imposte pagate in Romania, ma i giudici restituiscono il capitale sequestrato

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. Il “regalo di Natale” della Procura di Milano era stato il congelamento di 450mila euro dai suoi conti. Ieri, a tre mesi dall’ordinanza chiesta dal procuratore aggiunto Francesco Greco (ex pool Mani Pulite), il Tribunale del Riesame di Bologna ha ordinato il dissequestro dell’ingente somma. Intanto a suo carico è iniziato il processo per bancarotta fraudolenta per distrazione.

A.C., 55 anni, castelfranchese, imprenditore difeso dall’avvocato Fausto Gianelli, è titolare di stabilimenti d profilati metalliici a Budrio di Bologna, a Rho di Milano (dove è in corso il concordato fallimentare) e in Romania. Proprio questo stabilimento estero gli ha procurato i guai con il fisco. La fabbrica rumena è stata aperta alcuni anni fa nel corso di una delocalizzazione che aveva portato alla chiusura di uno stabilimento in provincia di Ancona. Mentre lo stabilimento di Rho entrava in crisi profonda e A.C. portava i libri in tribunale, lo stabilimento rumeno gli procurava la prima grave grana: l’Agenzia delle Entrate e la Procura di Milano - che stavano controllando i conti della ditta per via della succursale di Rho in crisi - sostengono di aver scoperto una grossa falla nelle tasse pagate. Secondo l’Agenzia, l’imprenditore di Castelfranco avrebbe sottratto al fisco 400mila euro che con tasse, more e altre maggiorazioni arriverebbero a 650mila euro.

Questo solo per il primo anno fiscale dello stabilimento estero. Ma l’imprenditore ha sempre rivendicato di aver pagato il dovuto. Ciononostante, in dicembre la Procura di Milano ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro preventivo di ben 450mila euro dai conti correnti di A.C. sostenendo che quei soldi congelati erano quanto doveva all’erario per le tasse non pagate sulla Romania. L’avvocato Gianelli ha chiesto un’udienza al Tribunale del Riesame di Bologna e ieri ha ottenuto ragione riuscendo a dimostrare che non c’era stata volontà di frodare il fisco, ma che era regolare il pagamento delle imposte in Romania, Paese che non è certo un paradiso fiscale anche se l’aliquota delle imposte è leggermente più contenuta che in Italia. Richiamando un caso specifico di contenzioso tributario (quello della Apple Italia), è stato spiegato che da parte dell’imprenditore c’è la volontà di regolarizzare i tre anni di imposte sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate. In tanto è in corso il processo per bancarotta fraudolenta legato al concordato fallimentare di Rho. Secondo la Procura di Milano, sarebbero stati distratti 1,4 milioni di euro. Ma il caso è agli inizi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google