«La crisi si risolve con le aggregazioni»
Benini e Federzoni, dirigenti di Legacoop Estense, parlano della fusione tra Modena e Ferrara
Legacoop Estense sta muovendo i primi passi operativi dopo l’assemblea fondativa dello scorso 4 marzo nella quale si sono unite due importanti realtà provinciali come Ferrara e Modena.
Il matrimonio estense. La fusione tra Ferrara e Modena all’insegna dello storico ducato estense, punto di incontro tra le due realtà territoriali, getta le basi per altre importante fusioni.
«In effetti - precisa Benini - a fronte dell’analisi e della situazione economica di questo periodo, nel quale continuiamo a trascinarci da una parte una grande e prolungata crisi e economica e dall’altra continue trasformazioni a livello globale, la via delle fusioni e delle aggregazioni è l’arma che va sfruttata per superare la situazione di stallo e guardare con più fiducia al futuro»
Le tre fusioni. «Da un lato - continua il neo presidente di Legacoop Estense - abbiamo già ratificata la fusione territoriale aggregandoci con una realtà importante come Modena. Insieme stiamo lavorando per arrivare a una fusione tra cooperative (Legacoop, Confcooperative, Agci) con un’alleanza dal prossimo anno e lavoreremo anche per una fusione tra generazioni. In sostanza per superare la crisi abbiamo come obiettivo il superamento di certi schemi territoriali, ideologici e generazionali».
Gli strumenti. I vertici di Legacoop Estense individuano poi strumenti per essere competitivi su un mercato che si sta sempre più globalizzando e non si ferma alla territorialità. «Ci sono cinque punti essenziali - afferma il vicepresidente di Legacoop Estense, Francesca Federzoni - e vanno ricercati anche nelle caratteristiche di quelle imprese che sono riuscite a reggere bene la crisi di questi anni e ad affermarsi sul mercato. Parliamo di imprese che hanno un bacino internazionale, importante come secondo punto anche la dimensione per potere affrontare i mercati, il terzo aspetto riguarda le imprese che si sono distinte per la caratteristica innovativa, sia questa di prodotto o tecnologica, quarto aspetto la capacità di investire sul capitale umano e in ultima analisi anche la contaminazione tra settori diversi, offrendo servizi a tutti per rafforzarsi».
Camera di Commercio. Tra le scadenze future dell’economia emiliano romagnola in agenda c’è anche un aspetto per niente secondario, anzi che potrebbe cambiare molto le strategie nei prossimi anni. Parliamo delle riforma delle Camere di Commercio, in base alla quale Ferrara per numero di aziende inferiore al limite consentito deve necessariamente aggregarsi con un’altra realtà camerale limitrofa. In questi mesi sono state individuate due opzioni: una che guarda alla Romagna e alla costa con la scelta di aggregazione tra la Camera di Commercio di Ferrara e quella di Ravenna, l’altra - più emiliana - che prevede un’aggregazione con Modena in linea con quelle che sono le scelte prese già da Legacoop e da Confindustria (qui la fusione è tripla: Ferrara, Modena e Bologna).
Andrea Benini, in qualità di presidente della Legacoop, fa parte anche della giunta della Camera di Commercio e ovviamente il suo orientamento non può che essere rivolto versa un’alleanza con Modena.
«Premetto - dice il presidente - che sulla riforma delle Camere di Commercio siamo ancora in attesa dei decreti attuativi. Sarà il consiglio della Camera di Commercio, composto da 27 consiglieri, che a maggioranza dovrà scegliere. La provincia di Ferrara ha un Alto ferrarese più legato al Modenese e un Basso ferrarese e un litorale più conformi alla Romagna. Dal nostro osservatorio, come conferma anche la recente fusione, vedremo bene un ulteriore legame “estense” con i modenesi».
Pubblico e privato. Il dibattito che si è intavolato in questi giorni sulla necessità di un dialogo più stretto tra istituzioni pubbliche e associazioni di categoria private per superare meglio la crisi economica vede anche Legacoop tra i protagonisti. «Siamo decisamente favorevoli a mettere tra le priorità di una ripartenza - dicono Benini e Federzoni - un tavolo di confronto tra pubblico e privato. Vediamo con favore il lavoro fatto a livello regionale e successivamente a cascata anche a livello ferrarese di un patto per il lavoro. La Camera di Commercio sta lanciando lo strumento del Territorio delle opportunità».
Coop unite nel 2017. La fusione completa tra Legacoop, Coonfcooperative e Agci è in programma per il primo gennaio 2017, «in modo da formare - conclude Benini - un unico soggetto e abbattere certi steccati ideologico che oggi non hanno più senso».
Il vicepresidente. La modenese Francesca Federzoni ha da pochi giorni assunto la vicepresidenza della neonata Legacoop Estense. Ingegnere elettrotecnico, è presidente della società Politecnica dal 2011, dopo essere entrata come socia nel 1995 ed esserne stata dal 2006 vicepresidente e direttore commerciale. Come progettista e direttore lavori ha spaziato dall’ingegneria sanitaria all’edilizia scolastica, dall’edilizia alberghiera all’industriale, dall’edilizia commerciale al restauro. Come project manager ha seguito il museo “Casa natale Enzo Ferrari”, coordinando l’integrazione fra le varie discipline specialistiche, nonché, dal 2013 a oggi, la realizzazione del primo edificio “Green – rated” del Ghana, l’One Airport Square building, edificio a destinazione uffici e commerciale ad Accra. Ha approfondito le proprie conoscenze di pianificazione, controllo e verifica della progettazione in qualità di responsabile del Sistema di Gestione della Qualità aziendale, che ha contribuito a ideare e realizzare dal 2001 a oggi. Attualmente è membro del Consiglio direttivo di Oice, l'associazione di categoria aderente a Confindustria.
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