Mandolino, una passione antica modenese
Roberto Palumbo racconta la nascita dell'Ensemble Estense. E sfata i luoghi comuni
MODENA. Quando si parla di mandolino vengono in mente Napoli e le sonorità partenopee. Tutto vero, ma fino ad un certo punto, perché anche Modena ha una tradizione mandolinistica importante. Ce lo racconta Roberto Palumbo, direttore dell'Ensemble Mandolinistico Estense, formazione nata nella nostra città nel 1997: «Il mandolino - spiega Palumbo - è uno strumento che ha una grande storia: esistevano molte formazioni mandolinistiche tra fine '800 ed inizio '900, con un repertorio classico, composto da musica sinfonica ed arie operistiche. Queste formazioni portavano la musica fuori dai teatri, luoghi riservati soltanto alle persone ricche, per farla conoscere a tutti».
«Sono arrivato a Modena con un diploma di conservatorio per mandolino in tasca. Non pensavo che Modena avesse una tradizione mandolinistica, invece ho scoperto che questa città a inizio '900 aveva una orchestra mandolinistica di 50 elementi diretta da Primo Silvestri. Per Modena quello fu un periodo di grande fervore musicale, basta pensare al famoso chitarrista Romolo Ferrari, tra l'altro molto amico di Andrés Segovia». Quella di Roberto Palumbo è una grande passione, ha studiato musica e si è specializzato nel suonare questo affascinante strumento: oltre ad aver conseguito il diploma del conservatorio di Bari per mandolino, ha anche una laurea in etnomusicologia dell'Università La Sapienza di Roma, oltre ad una laurea da musica da camera al conservatorio di Parma. Ha 56 anni, si è trasferito da Napoli nel 1988, non suona per vivere, è macchinista delle Ferrovie dello Stato, con un grande talento e una grande passione, che per lui è diventata una seconda attività a tutti gli effetti.
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Quando e come è nato l'Ensemble Mandolinistico Estense?
«È nato da una idea mia e del prof. Ferruccio Cerofolini (purtroppo scomparso) in occasione di un saggio dell'Istituto Orazio Vecchi. Durante l'intervallo ci siamo messi a parlare e abbiamo scoperto che suonavamo entrambi il mandolino. E così è iniziato tutto. L'Ensemble si è formato nel 1997, ma abbiamo studiato due anni prima di esibirci. Nel 2005 abbiamo poi fatto un ulteriore salto di qualità costituendo formalmente l'Associazione Ensemble Mandolinistico Estense. Da allora non ci siamo mai fermati, anche grazie alla costante collaborazione con l'Istituto Orazio Vecchi».
«L'Ensemble - racconta ancora Palumbo - è composto da persone di tutte le età, anche da tanti giovani, ad esempio, di 13, 18 e 20 anni. Siamo sempre una decina. Facciamo le prove un paio di volte alla settimana nella Casa delle associazioni, spazio che ci è stato concesso dal Comune. Dal 2010 organizziamo un masterclass di mandolino, che ha una durata di una settimana. Da tre anni, a conclusione del percorso, vengono consegnati tre premi, non agli allievi migliori ma a quelli che hanno progredito di più. Questi premi sono possibili grazie al sostegno del prof. Vincenzo Policarpo, un grande artista, poeta e pittore, che ha deciso di aiutarci e di dedicare questi riconoscimenti al figlio prematuramente scomparso, per ricordare la sua passione per la musica. A conclusione del masterclass da sei anni programmiamo "Protagonista il mandolino", una rassegna che quest'anno si concluderà il 26 marzo, con formazioni che arrivano da tutta Italia, ma anche dall'Europa e dal mondo. Da tre anni il programma è diventato molto più ricco grazie anche al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Un sostegno che nel tempo è cresciuto a testimonianza del buon lavoro svolto. Tra l'altro per quest'ultima edizione abbiamo anche avuto un aiuto da parte della Provincia di Modena». «Infine- prosegue Palumbo - da due anni organizziamo un Concorso internazionale per mandolino solo, una iniziativa unica nel suo genere. Il mandolino infatti si suona solitamente in formazione. Suonarlo da solisti è molto difficile e necessita di una abilità davvero incredibile. Quest'anno l'iniziativa è in programma il 25 e 26 marzo».
Qual è il vostro repertorio?
«Dai classici con il mandolino fino a Mozart, Puccini e Verdi. Una volta abbiamo eseguito un repertorio rock, fino ad arrivare alla musica contemporanea. In alcune occasioni ci facciamo anche accompagnare da cantanti, per rendere il tutto ancora più suggestivo».
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