Pub e aziende modenesi a tutta... birra
Fiorisce nel Modenese la produzione artigianale che viene servita a km. zero
MODENA. Stavolta è proprio il caso di dire "a tutta birra"! Nella terra d'eccellenza del lambrusco si beve di qualità. Questa volta però a fare la differenza non è il calice di vino rosso, ma il boccale di birra. «La nostra - ha spiegato Steve Dawson, inglese, di adozione modenese - è "un'avventura" iniziata diversi anni fa, nel 2006». White Dog Brewery è il nome che viene dato all'ex caseificio di Rocchetta di Guiglia dove Steve, Kelly e George producono birra.
«È stato difficile iniziare - ha raccontato Kelly, americana trapiantata nelle colline dell'Appennino modenese - soprattutto a causa della rigide regole della dogana. Inoltre, siamo stati i primi a produrre birra artigianale a Modena e abbiamo impiegato un anno ad avere i permessi». Il White Dog (nome che deriva dal colore del primo cane di Kelly e Steve) è un birrificio artigianale agricolo. Ciò vuol dire che parte degli ingredienti che servono per produrre la bevanda sono coltivati da loro. Come nasce l'idea di produrre birra? «Io svolgevo un altro lavoro - ha spiegato Steve - mi occupavo di editoria, ma avevo voglia di avere un'attività mia. E poi la passione per la birra c'è sempre stata. Quindi perché non unire questi due aspetti?».
Ultimamente, si sente spesso parlare di birre artigianali. Come sta andando al White Dog? «Il consumo di alcolici in generale - ha risposto Steve - è diminuito, ma è in aumento, da dieci anni almeno, la vendita di birra. Il nostro modo di produrla è semplice: tecniche tradizionali di birrificazione inglese e ingredienti naturali (malto d'orzo, luppolo, acqua e lieviti). Si ottiene così un prodotto artigianale, non filtrato e nemmeno pastorizzato. L'alta fermentazione avviene in fusto o in bottiglia».
Quali tipi di birra vengono prodotti nello spaccio? «Almeno sei qualità differenti - ha descritto George - di cui quattro tutto l'anno, mentre due sono stagionali. La "Mai Uait" birra bianca rinfrescante è prodotta e consumata soprattutto in estate. La "Porter wagoner", invece, è una birra scura, corposa, adatta ad esser bevuta nei mesi invernali». Tuttavia, allo spaccio White Dog vengono infustate e imbottigliate anche una golden ale, varietà di birra chiara, "Yellow fever" è il suo nome. Ancora, un'American pale ale, la "Boot hill", ambrata di origine statunitense. Una Indian pale ale, la "White Dog ipa", è la tipica birra rossa inglese e un'immancabile stout. È la "Tds stout", birra scura di stile irlandese, dove Tds è acronimo di "tall dark stranger"».
Nel locale di Guiglia non è possibile consumare la birra. Per questo motivo i produttori riforniscono bar e ristoranti della provincia. È inoltre possibile reperire la birra artigianale anche al mercato della terra, il sabato mattina a Bologna. A giugno il White Dog festeggerà i dieci anni di attività. I birrai delle nostre colline si sono classificati al secondo posto nella categoria birre scure ad alta fermentazione. La birra di ispirazione angloamericana, prodotta dal White Dog, è stata premiata quest'anno a Rimini, dall'associazione Unionbirrai. E se è vero che a forza di bere birra si forma la tipica "pancetta" del bevitore, non c'è nome più azzeccato di Beer Belly. Il locale ha aperto lo scorso novembre, con una sola birra in produzione. Dopo un mese dall'inaugurazione è arrivata la seconda, poi la terza e infine la quarta. Ora in totale le birre disponibili sono otto, quattro di produzione propria e altrettante no. Le seconde cambiano periodicamente. Dietro al locale c'è una filosofia.
«Non vogliamo un prodotto solo di nicchia - ha specificato uno dei birrai - ma vogliamo metter la pulce nell'orecchio al cliente. Ci piace spiegare quello che facciamo». Curiosità anche per il progetto di birra a chilometro zero ideato (e non realizzato) dai dieci soci di Labeerinto e Gate 48. Due locali recenti. Il primo ha aperto a dicembre in Pomposa e l'altro inaugurato a novembre in via san Giacomo. Producono sette birre artigianali per diversi gusti. «Il consumo pro capite di birra artigianale - ha precisato Marco Cavani, uno dei soci - è in aumento. I clienti sono sempre più esigenti, e l'importante è avere un prodotto di qualità».
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E da Mr.Brown si spilla non pastorizzata
A Modena, dopo Milano e Verona, arrivano i tank di Pilsner Urquell, serbatoi di birra non pastorizzata. La bionda inebriante si spilla al Mr. Brown di via dei Gallucci 3. Il metodo permette di assaporare la bevanda così come la si trova nelle cantine di produzione. Prodotta in Repubblica Ceca, la Pilsner Urquell, arriva in pochi giorni nel pub, trasportata in cisterne refrigerate che ne contengono le caratteristiche organolettiche. Le taniche sono all'esterno di rame e all'interno hanno speciali sacchetti contenenti il nettare biondo. Ogni tank ne ospita 500 litri. Leggerezza e freschezza della birra sono legate al fatto che non sia pastorizzata. (m.s.)
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