Ravarino: a caccia di dinosauri con l’ispiratore di “Jurassic Park”
L’avventura del paleontologo di Ravarino Lorenzo Piccinini «Nel deserto accanto a Jack Horner per scoprire i resti»
RAVARINO. L’avventura è iniziata quando lo studente universitario in paleontologia Lorenzo Piccinini di Ravarino ha deciso di mandare il proprio curriculum per poter partecipare ad uno stage presso gli scavi nel deserto di Hell Creek, in Montana.
Dopo qualche giorno Lorenzo si è visto recapitare nella propria casella di posta elettronica il messaggio “Ti abbiamo preso”.
Così è partito alla volta degli Stati Uniti per un’esperienza che oggi, da affermato paleontologo, ricorda come la più bella della sua vita. L’ha raccontata giovedì alla sala Polivalente di San Prospero, il paese scelto come sede per allestire il Jurassic Park. E la sala era gremita di ragazzini e genitori.
Un emozionato Lorenzo, è riuscito così a far scendere un silenzio inusuale in sala grazie al suo racconto, minuzioso ma allo stesso tempo avventuroso e affascinante.
«Quando mi hanno detto che avrei potuto partecipare non ho esitato e sono partito. Al mio arrivo mi ha accolto Becky, simpatica ragazza che mi ha portato al campo, situato nel bel mezzo del deserto con viste uniche e indimenticabili, come i 50 gradi giornalieri».
Lorenzo ha immortalato diversi ricordi di quella esperienza ma uno prevale su tutti: il momento in cui ha conosciuto il famoso Jack Horner. Un uomo che ha rivoluzionato lo studio dei fossili, facendo scoperte importanti sull’evoluzione ed il comportamento dei dinosauri. Horner ha consigliato e seguito la costruzione dei dinosauri dei famosissimi film di Steven Spielberg, lavorando a fianco del regista.
«Quando mi ha stretto la mano non potevo credere di avere davanti uno dei più grandi paleontologi viventi».
Con questo incontro è iniziata l’avventura di Lorenzo, di giorno scavi e ritrovamenti, di sera due chiacchiere con la squadra e poi a dormire in tenda, un team che è diventato come una famiglia.
C’erano spesso scoperte interessanti nei vari siti dove si decideva di scavare, alcune di queste intraprese anche da Lorenzo, come il ritrovamento del suo primo dente di Tirannosauro: «Quando trovi il tuo primo dente di T-Rex la sera si festeggia, è una tradizione».
I ritrovamenti a Hell Creek sono sempre tanti e dopo aver individuato un osso, si passa alla fase dell’ingessamento, ovvero il fossile viene ricoperto di juta e gesso, se è molto grande anche con travi di legno e ferro, per far sì che non si danneggi nel tragitto verso il museo: «E’ un lavoro necessario per non danneggiare le ossa e può diventare anche molto faticoso se le dimensioni dei resti sono molto grandi, come il cranio di Triceratopo che è stato trasportato in elicottero per le sue dimensioni».
Tre mesi nel deserto, vissuti tra scavi e fossili, senza nient’altro. Ma il paleontologo Lorenzo ci tornerebbe subito:
«Eravamo fuori da tutto ma abbiamo creato dei legami forti, ci bastava poco per essere felici e per me è stata una grande lezione di vita e professionale. Indimenticabile».
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