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Sorbara “beve” il lambrusco mantovano

 Sorbara “beve” il lambrusco mantovano

La cantina sociale della Bassa e di Carpi incorporerà quella di Gonzaga, mentre quella di Viadana già conferisce il vino

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La Bassa si prepara a fare incetta di uva mantovana, che verrà raccolta e pigiata nel luogo di produzione, imbottigliata nel Modenese e poi tornerà sugli scaffali virgiliani per essere venduta. Grandi manovre in programma con un unico regista, la cantina sociale di Carpi e Sorbara, che si sta preparando per definire due accordi con altrettante realtà produttive. Il primo è già in essere ed è quello che riguarda il conferimento di prodotto da parte della cantina sociale di Viadana. Il secondo invece, che è ancora in fase di definizione (ma tutto lascia presagire che si possa andare fino in fondo), riguarda la fusione per incorporazione della cantina sociale di Gonzaga: «Stiamo dialogando con la cantina di Carpi - conferma il presidente Paolo Bernini - nell’ultima assemblea fatta i soci si sono espressi con maggioranza assoluta in maniera favorevole al dialogo con questa realtà, che sul piatto mette la possibilità di creare a Gonzaga un polo di valorizzazione del Lambrusco mantovano. Gonzaga sarebbe il luogo ideale, produciamo più di un milione di bottiglie all’anno e abbiamo un polo fieristico di primaria importanza».

Il progetto nasce da un semplice istinto di sopravvivenza, che sta colpendo tutte le realtà simili a quella di Gonzaga: «Da soli ormai non si riesce più a resistere - prosegue Bernini - a livello locale sul territorio ci sono consumi troppo limitati e all’estero non si riesce ad andare per pubblicizzare e diffondere il nostro prodotto, ci sono troppe spese. Aggregandosi a una realtà come Carpi invece tutto è più facile, loro sono decisamente più evoluti a livello tecnologico, ma anche a livello commerciale sono un passo avanti. Credo tantissimo in questo progetto, che non prevede l’estinzione della nostra cantina, dato che raccolta, pigiatura e vendita, con le nostre etichette, rimarranno qua. Ora ci saranno altri incontri, più approfonditi, e le prossime assemblee voteranno se confermare o meno l’incorporazione a Carpi e Sorbara».

Già definito invece il progetto che riguarda la cantina sociale di Viadana, che collaborerà con Sorbara per il conferimento di prodotto da lavorare: «Per ridurre i costi - spiega il presidente Andrea Pezzali - andremo a lavorare la nostra uva là, nel Mantovano ci occuperemo solo di raccolta e vendita. Negli ultimi anni infatti abbiamo avuto un netto calo, di circa il 35%, nel conferimento da parte dei soci e non riusciamo a supportare i costi fissi. Il motivo? Abbiamo avuto annate climaticamente disgraziate e in più tanti soci piccoli, non agricoltori a tempo pieno, hanno abbandonato la vite. Questo ci ha portato all’attuale sistema di collaborazione, un accordo annuale che in ogni caso si potrà sciogliere in ogni momento».

Accordi e incorporazioni sembrano dunque essere l’unico mezzo a disposizione delle cantine mantovane per sopravvivere, ma alla sociale di Quistello non la pensano così: «Noi siamo una realtà dinamica», dice il presidente Luciano Bulgarelli.

Nicola Artoni

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