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Sotto choc la 51enne della Uno «Ho ucciso un bambino...»

Sotto choc la 51enne della Uno «Ho ucciso un bambino...»

MIRANDOLA. «Ho ammazzato un bambino, ho ammazzato un bambino» continuava a gridare la cinquantenne cavezzese (V.R. le iniziali del nome) che ieri pomeriggio ha travolto a bordo della sua Uno i bimbi...

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MIRANDOLA. «Ho ammazzato un bambino, ho ammazzato un bambino» continuava a gridare la cinquantenne cavezzese (V.R. le iniziali del nome) che ieri pomeriggio ha travolto a bordo della sua Uno i bimbi e le due donne.

La 51enne ai primi soccorritori è apparsa subito in stato confusionale, a dir poco sconvolta. Complici anche i problemi di salute da cui è affetta, non voleva scendere dalla sua autovettura continuando ad urlare disperata. Solo il pronto intervento dei vigili del fuoco, delle forze dell'ordine e dei sanitari del 118 l'hanno infine convinta, ed è stata trasportata così in visibile stato di choc all'ospedale di Mirandola, per le medicazioni del caso.

Sconcertante è poi la testimonianza di chi ha vissuto la scena del terribile schianto in tempo reale: «Stavo procedendo ai venti all'ora e avevo messo fuori la freccia a sinistra per parcheggiare dall'altro lato della strada, quando la Uno, nel tentativo di sorpassarmi ha preso contro prima a me, poi ad altre tre auto già parcheggiate, e infine ha travolto in pieno Virna, Alex, Diego e sua madre. Mi si è ghiacciato il sangue nelle vene...».

A parlare ancora incredulo, è Alberto Calanca, il conducente della X35 contro cui è andata ad impattare per prima la conducente della Uno, e nonno di Ettore, uno dei compagni di squadra nel Medolla di Alex e Diego, i due bimbi travolti.

«Ero venuto a veder giocare mio nipote come faccio sempre - riprende Alberto - tanti altri genitori con i loro figli avevano parcheggiato da quel lato della strada, poteva essere un massacro. La Uno andava troppo forte, ed è inammissibile su una strada così dove i limiti sono altri...».

«Qui è un’abitudine veder sfrecciare notte e giorno macchine ad alta velocità, e sulla vicina ciclabile ci sono sempre tanti bambini a passeggio, è un attimo accadano tragedie così», afferma poi sconsolata una residente della zona, scesa in strada dopo il boato causato dal violento impatto.

Valentina Corsini

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