Gazzetta di Modena

Modena

Scandalo Estrazioni petrolifere, il ministro modenese Guidi si dimette

Scandalo Estrazioni petrolifere, il ministro modenese Guidi si dimette

Agli atti una telefonata tra il responsabile delle Attività produttive e il compagno, Gianluca Gemelli, indagato per traffico d'influenze illecite dalla procura di Potenza. E viene citata anche la Boschi Piovono richieste di dimissioni

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA.

Si chiude con le dimissioni della ministra Guidi la giornata che ha visto sorgere lo scandalo intercettazioni riguardo a presunti emendamenti nella legge di stabilità concordati con il compagno.  "E poi dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato, se è d'accordo anche Maria Elena, quell'emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte". Sono le parole della ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi pronunciate al telefono al compagno, Gianluca Gemelli, a proposito dell'emendamento che il governo stava per inserire nella Legge di Stabilità relativo ai lavori per il centro oli della Total in contrada Tempa rossa, a Corleto Perticara (Potenza). Gemelli aveva interesse essendo alla guida di due società del settore petrolifero.

L'inchiesta e la telefonata. L'intercettazione è agli atti dell'inchiesta della magistratura di Potenza sullo smaltimento dei rifiuti legati alle estrazioni petrolifere. Guidi, che non è indagata, alla domanda del compagno - per il quale il gip di Potenza ha rifiutato l'arresto - "se la cosa riguardasse pure i propri amici della Total", clienti di Tecnimont, "quindi anche i miei amici», replicò - dopo aver fatto riferimento al benestare della ministra Maria Elena Boschi - "Certo, capito? Certo, Te l'ho detto per quello".

Subito dopo il colloquio con la Guidi, Gemelli telefonò al dirigente di una società petrolifera e lo informò dell'emendamento "che avrebbe sbloccato Tempa rossa": La chiamo per darle una buona notizia", disse al suo interlocutore.

Le reazioni dei politici. I capigruppo M5s di Camera e Senato, Michele Dell’Orco e Nunzia Catalfo, chiedono le dimissioni del ministro Guidi."La misura è colma, si devono vergognare e andare a casa subito". Anche la Lega nord ne chiede le dimissioni insieme a quelle della ministra Boschi e del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Secondo il deputato M5s Danilo Toninelli "Renzi chieda scusa e le faccia dimettere entrambe!". Il collega senatore Gianluca Castaldi insiste: "Guidi go home". Per la Lega, è il capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio a spiegare che "stando agli atti, per il governo si profilano responsabilità gravissime. Guidi, Renzi e Boschi devono rassegnare subito le proprie dimissioni. Ogni giorno appare chiaro che più che un esecutivo abbiamo a che fare con un comitato d’affari che utilizza la cosa pubblica per gli interessi privati delle rispettive famiglie. Prima Banca Etruria ora Tempa Rossa: con emendamenti o in consiglio dei ministri invece che degli interessi dei cittadini si occupano di risolvere questioni ’aziendali'. È una vergogna! A casa subito". Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini,

punta il dito soprattutto contro Matteo Renzi: "Lo scandalo Guidi? È l’ennesimo, mostruoso conflitto d’interesse di questo governo. Più che Guidi o Boschi la vera responsabilità è quella di Matteo Renzi. È lui che deve dimettersi. Al confronto Berlusconi era un principiante".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google