Gazzetta di Modena

Modena

Fiom: «Ecco i licenziamenti con il Jobs Act»

Il sindacato sul caso in un’azienda metalmeccanica: il motivo è «temporanea riduzione del lavoro»

2 MINUTI DI LETTURA





«Si cominciano a vedere i primi effetti del Jobs Act sul territorio modenese, i primi licenziamenti individuali che non permettono la reintegra del lavoratore, anche qualora dimostrasse davanti al giudice l’illegittimità del licenziamento stesso». La denuncia è firmata da Cesare Pizzolla, segretario di Fiom Cgil Modena, in una nota diffusa ieri: «Per quanto riguarda il settore metalmeccanico a Modena, nelle scorse settimane, un’azienda associata a Confindustria, e con una cassa integrazione aperta firmata dalla stessa associazione, ha deciso di licenziare un operaio per temporanea riduzione dell’attività lavorativa in un reparto. Che fine ha fatto per Confindustria il Patto regionale per attraversare la crisi, dove tutte le parti sociali si sono impegnate a utilizzare tutti gli strumenti possibili prima di arrivare al licenziamento? Dove sono finite le rassicurazioni di Confindustria, anche a mezzo stampa, sul fatto che a Modena non esistono aziende che usano in modo leggero la normativa del Jobs Act? Il caso in questione conferma poi uno dei timori sollevato sin dall’inizio dalla Cgil e dalla Fiom, ovvero la rinuncia del lavoratore a difendersi. Infatti il lavoratore ha deciso, suo malgrado, di non impugnare il licenziamento e di accettare da subito la proposta conciliativa dell’impresa, nonostante ci fossero elementi per intentare una causa e provare a dimostrare il mancato giustificato motivo oggettivo del licenziamento. Andare in giudizio con il Jobs Act è infatti più rischioso che altro, visto che, se si vince, comunque non è possibile la reintegra (sono rari i casi in cui il giudice può disporre in tal senso), e se si perde si rischia di pagare tanti soldi di spese legali. Tutto ciò conferma l’inciviltà di questa norma».

«Per questa ragione - dice ancora Fiom Cgil - è importante che la proposta di legge di iniziativa popolare della Cgil per un nuovo Statuto, ovvero la Carta universale dei diritti dei lavoratrici e delle lavoratrici, e per i 3 quesiti referendari per abrogare gli aspetti più negativi delle recenti leggi sul mercato del lavoro, veda l’impegno nella raccolta firme di tutte le forze politiche e sociali che hanno a cuore i diritti dei lavoratori. La raccolta firme parte infatti in questi giorni, dopo la campagna straordinaria di assemblee che ha visto tutte le categorie della Cgil consultare migliaia di iscritti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google