Il Comune: «Massima attenzione poche le cose che non vanno»
«Alla Delfini ci sono poche cose che non vanno e l'attenzione su di esse è massima». È questa, in sintesi, l'opinione del Comune all'indomani della pubblicazione sulla Gazzetta di un elenco di fatti...
«Alla Delfini ci sono poche cose che non vanno e l'attenzione su di esse è massima». È questa, in sintesi, l'opinione del Comune all'indomani della pubblicazione sulla Gazzetta di un elenco di fatti avvenuti nella principale biblioteca cittadina, vicende a cui assiste ogni giorno il personale. Nulla si dice sulla mancanza di telecamere nel chiostro, nonché sullo spaccio di droga. Problemi, sia chiaro, non certo legati al funzionamento dell'istituto, un fiore all'occhiello della città. Anzi delle macchie che meriterebbero di essere sanate. L'amministrazione comunale spiega: «Pochi i furti all’interno della biblioteca. Alta l’attenzione del personale verso la corretta fruizione del servizio. Frequenti e periodici i controlli della polizia Municipale». Ieri, però, c'è stata una vera riunione plenaria per venire a capo - si potrebbe dire finalmente - di alcune delle vicende descritte nell'edizione di ieri. Negli uffici della Delfini si è infatti presentato il caposettore cultura Giulia Severi a chiedere conto di quanto succede. Sono poi stati comunicati alcuni numeri. «Dal primo gennaio '15 al 30 marzo - secondo una nota del Comune - sono state una decina le chiamate giunte alla Municipale dagli operatori della Delfini di corso Canalgrande, mentre al sistema di rilevazione del Comune Rilfedeur non risultano segnalazioni. Le dieci chiamate arrivate in oltre un anno riguardano soprattutto la presenza di ragazzi che disturbano all’interno del chiostro». Il Comune spiega poi che non ci sarebbero stati furti all'interno della biblioteca: «Dall’1 gennaio 2015 a oggi - continuano i responsabili della Delfini - non risultano denunce relative a furti di computer, anche se in biblioteca si parla di un pc sottratto parecchio tempo fa, quindi potrebbe essere accaduto prima del periodo considerato. In particolare negli ultimi 15 mesi sono stati denunciati due furti: quello di un borsello e quello di un cellulare, oltre alla sparizione di alcuni ombrelli e una giacca». Sarebbero pochi i reclami: «Anche spulciando la cassetta dei reclami degli utenti - spiega il caposettore Giulia Severi - non ci sono rilevazioni recenti inerenti la mancanza di sicurezza in biblioteca o nel chiostro, né in particolare lamentele circa eventuali episodi di furti. La raccomandazione, come in qualsiasi altro luogo pubblico, resta comunque di non lasciare oggetti personali incustoditi. Il problema non è emerso nemmeno durante una recente riunione che gli operatori del servizio hanno avuto con l’assessorato» Riunione non esaustiva visto che come riferisce il Comune «a posteriori abbiamo saputo che nelle scorse settimane alcuni giovani, anche accompagnati da grossi cani, hanno recato disturbo all’interno del chiostro». Da Piazza Grande assicurano che: «Sono comunque frequenti e periodici i controlli della polizia locale, servizi di vigilanza pianificati con regolarità che prevedono l’impiego di agenti in divisa per rendere la loro presenza facilmente individuabile e funzionare da deterrente». Viene anche ribadito che sono frequenti i passaggio delel pattuglie in Corso Canalgrande.
Resta il fatto che da mesi su questo giornale (come testimonia la mappa dello spaccio sul nostro sito) il chiostro Delfini è indicato come una delle zone di spaccio. Indisturbato.Un problema che meriterebbe di essere risolto, una volta per tutte. O no?
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