L’Ausl: «Non è il focolaio della Toscana»
I primi soccorsi, la profilassi per 140 persone tra adulti e bambini, le scuola regolarmente aperta
Tutte le scuole ieri avevano aperto i loro portoni per accogliere gli studenti dopo il periodo di vacanza dovuto alla Pasqua. Anche la scuola Rodari di via Magenta, quella che frequentava la bambina di dieci anni deceduta ieri a causa della meningite batterica.
Non c’era da avere paura, non c’è rischio di contagio, di ammalarsi: la stessa Ausl, sin da subito precisò che “non sono necessari interventi di disinfezione dei locali della scuola che riaprirà regolarmente dopo le vacanze pasquali”. Era martedì 22 marzo: durante una lezione la bambina chiamò l’attenzione della maestra perchè, disse, si sentiva poco bene. Aveva la febbre, male alla testa, nausea che provocava il vomito, male alle gambe. E la febbre era molto alta.
La scuola allertò i soccorsi, i medici del pronto soccorso misero subito in osservazione la piccola e dopo avere avuto la certezza che si trattava di meningite da meningococco, la ricoverarono partendo immediatamente con le cure specifiche e avvertendo nel contempo l’Ausl.
E l’Ausl fece scattare le misure di prevenzione e di profilassi previste nei casi di meningite da meningococco. Ovvero contattare, fare una cernita di tutte le persone che , in qualche modo, avevano avuto a che fare con la bambina. I famigliari, i parenti, l’insieme di amici stretti e conoscenti nonchè i bambini della classe, gli insegnanti e quant’altro.
In tutto scattò la profilassi e il monitoraggio di circa 140 persone tra bambini e adulti. Non ci sono state, a tutt’oggi, altre segnalazioni.
Ovvia la preoccupazione tra le famiglie della scuola della bambina, il tam tam di messaggi sui cellulari, le chiamate alla scuola, quelle ai medici di base. Una ricerca di certezze che alimentasse la sicurezza di tutti.
Tante anche le persone che in questi otto giorni si sono recate al secondo piano del Policlinico, nella sala d’attesa del reparto di Terapia n intensiva, dove c’erano sempre i genitori e i parenti della bambina.
Amiche della mamma, la maestra della bambina, alcuni genitori. «Ci fanno molto piacere. Sono stata contenta che la maestra sia venuta, insieme abbiamo ascoltato cosa ci dicevano i medici, cioè che è sempre stazionaria». Così la mamma qualche giorno fa, quando le more passavano lentissime, alleggerite solo dalla speranza e dalla preghiera, ore in cui si sperava sempre che il bollettino medico recitasse che c’erano segnali di ripresa. Ma non è stato così. La malattia ha avuto il sopravvento.
Intanto, l’Ausl conferma ulteriormente quanto ha già diffuso, cioè che il ceppo del meningococco che ha causato la morte della bimba non è correlato con il recente focolaio della Toscana. (s.to)
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