Profughi, almeno per mille è garantito un posto letto
Alla Cooperativa Caleidos il nuovo bando per l’accoglienza sino alla fine dell’anno Nel nostro territorio già presenti 700 migranti, la previsione è di altri 300 arrivi
Il bilancio di fine anno 2105 si chiuse a quota settecento, con un’appendice imprevista di una ottantina di “fuori quota”, ovvero quei migranti arrivati dal Pakistan via terra e che non rientravano negli elenchi dei profughi di mare, quelli cioè delle operazioni umanitarie Mare Nostrum e Triton.
Per coprire l’accoglienza di migranti richiedenti asilo, è stato emesso nel periodo natalizio un bando, per arrivare ad assicurare luoghi e servizi sino alla fine di dicembre 2016. Una quota di 32,40 euro a persona ( l’importo procapite Iva esclusa) per un totale di 5 milioni e 800mila euro: il che significa che ci si appresta ad accogliere oltre ai 700 già presenti nel nostro territorio, città e provincia, altri trecento migranti circa. Il tetto dunque di ospiti è fissato dal bando stesso a 1036: a vincere questa partita, il 23 marzo, è stata ancora una volta la cooperativa Caleidos che ha battuto la concorrenza di altre due cooperative-associazioni che avevano concorso al bando. Ma la cifra è solo una previsione: se l’emergenza sarà diversa si provvederà in tal senso. Con i nuovi sbarchi giungono migranti nella nostra regione e dal centro di prima accoglienza di Bologna questi, secondo quote studiate e programmate con le prefetture, vengono distribuiti nei vari territori.
Intanto, presso l’ex sede della Misericordia, vicino alla sede di Porta Aperta, prosegue l’accoglienza ai migranti pakistani che attendono il riconoscimento di profugo. Sono una trentina, non hanno mai dato problemi di ordine pubblico e ora stanno terminando i corsi per imparare la lingua italiana.
Sempre a proposito di migranti, nei giorni scorsi il prefetto Michele di Bari, ha avuto un incontro con l'arcivescovo di Modena, monsignor Erio Castellucci. Nella circostanza, il prefetto ha preso atto delle attività sviluppate in tale ambito dall'Arcidiocesi: in particolare, è emerso un quadro che vede la curia modenese impegnata da una parte nell'assistenza dei profughi pakistani in strutture direttamente gestite e, dall'altro, la messa a disposizione della Cooperativa affidataria del servizio di accoglienza in convenzione con la Prefettura, di numerosi appartamenti in locazione. Inoltre, decine di ragazzi minori o appena maggiorenni, frequentano gli oratori ed i centri di aggregazione giovanile, ovvero i “doposcuola”, presso fondazioni ecclesiastiche o presso le parrocchie e negli oratori diffusi sul territorio diocesano. Sono attivi anche centri di ascolto nelle parrocchie, dedicati a profughi e migranti che chiedono di essere aiutati e sono stati avviati diversi corsi di alfabetizzazione.
«Mentre si sta sperimentando l'esperienza di pranzi con i poveri e gli stranieri all'interno del Seminario metropolitano - si legge nella nota della prefettura - alcune parrocchie assicurano l'accoglienza a stranieri e profughi senza fissa dimora, in accordo con il Comune di Modena, nel periodo invernale, durante la cosiddetta “emergenza freddo”».
L’incontro tra prefetto e arcivescovo si è concluso con l’auspicio di ulteriori momenti di interazione e di cooperazione tra le parti.
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