Modena. Il padre della bimba uccisa dalla meningite: «Aiutati dall’affetto di tanta gente buona»
La famiglia sta organizzando il funerale della piccola, stroncata a 10 anni, in Marocco: «Le siamo stati accanto sino all’ultimo, mai perso la speranza»
MODENA Sono rimasti accanto a lei sino all’ultimo istante, sino a quando la meningite ha avuto il sopravvento.
Lo spazio, un piccolo rettangolo con alcune sedie accanto all’ingresso bianco e “blindato” della Terapia intensiva al Policlinico, era diventata la loro casa. Per otto giorni il papà, la mamma, la zia e alcuni parenti sono rimasti giorno e notte in attesa.
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Si davano il cambio fisicamente, per fare a fare la spesa, per fare qualche commissione e sbrigare qualche pratica, ma la loro mente e il loro cuore era ovviamente sempre lì, nell’attesa che qualcuno dello staff varcasse la soglia e dicesse che la bambina stava meglio, che c’erano nuovi segnali, che la malattia stava regredendo.
LE ULTIME ORE «Ma non è stato così - dice distrutto il papà - quella maledetta meningite ce l’ha portata via. Ogni giorno per noi era un giorno di speranza, come aveva detto mia moglie noi non potevamo fare nulla se non pregare, affidarci al Signore. E per motivi che non possiamo sapere o capire ora lei non c’è più. Sono addolorato, certo, sono straziato, rivedo gli anni passati insieme, ma devo, dobbiamo accettare ciò che è successo. È arrivata la morte e ce l’ha portata via, la nostra piccola, a soli dieci anni». «I medici - racconta il papà - mercoledì ci hanno detto subito che la situazione non si sbloccava e che c’era, come dire, del pessimismo. Poi con il passare delle ore ci hanno spiegato che le speranze ormai erano poche, che il cervello era come scollegato, che insomma non c’era più nulla da fare. E verso sera il verdetto finale». Il giovane papà spiega che ora assieme ai parenti si stanno organizzando per celebrare il funerale della bambina nel loro paese d’origine, il Marocco.
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IL FUNERALE «Qualche giorno per organizzare il funerale e il viaggio e poi andremo tutti là, nel nostro paese natale. Poi ritorneremo ala nostra vita di sempre, qui, in Italia. Ormai per me la mia vita è qui, qui ho il mio lavoro, la casa, i mie contatti, gli amici». «Devo dire che sono rimasto sorpreso - confida il papà della piccola - da quante persone buone ci abbiamo contattato. Non me lo sarei mai immaginato. la scuola, la maestra, gli altri insegnanti, i genitori dei compagni di classe di nostra figlia e poi anche tanti altri che non avevamo mai visto. Ci sono venuti a trovare, ci hanno abbracciato, ci sono stati vicini in questi giorni. Sì, sono stati un grande aiuto e hanno riempito i nostri cuori così pieni di dolore. Sono contento di aver trovato tante buone persone».
LA COLLETTA «La raccolta di fondi? - commenta - È una ulteriore dimostrazione di quanto la nostra vicenda abbia addolorato tante famiglie. Non possiamo che ringraziare ancora una volta tutte queste persone».
In effetti la vicenda della bambina stroncata dalla meningite batterica ( il suo ceppo non ha nulla a che fare con quello che ha causato vittime in Toscana) ha colpito nel profondo tante famiglie. Parecchie telefonate in redazione, messaggi, tanti volevano fare qualcosa per aiutare la famiglia. Alcuni mamme, come quelle che hanno i piccoli alle scuole Boschi o al nido, hanno deciso che porteranno le loro offerte direttamente alla scuola della piccola ora deceduta, le elementari Rodari di via magenta, consegnando le loro buste con le offerte alla preside o alla maestra della piccola.
Quanto all’allarme sanitario, dall’Ausl fanno sapere che non vi è stato alcun altro contagio e che la profilassi eseguita su 140 persone che avevano avuto contati con la bambina ha avuto esiti positivi.
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