Modena, alle scuole Rodari raccolta di fondi per la bimba uccisa dalla meningite
Un abbraccio grande come una scuola. Ieri alle Rodari è stato il primo giorno senza la ragazzina volata al cielo per meningite. Era ricoverata al Policlinico, aveva dieci anni. Era l’unica figlia di...
MODENA. Un abbraccio grande come una scuola. Ieri alle Rodari è stato il primo giorno senza la ragazzina volata al cielo per meningite. Era ricoverata al Policlinico, aveva dieci anni. Era l’unica figlia di una coppia di sposi. Attorno alla mamma e al papà s’è stretto tutto l’istituto. Da via Magenta 55 è già partita una raccolta fondi. A promuovere la forma di sostegno tutti gli adulti della scuola: gli insegnanti, i collaboratori, gli altri genitori.
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«Andiamo avanti insieme, siamo con voi”, è un messaggio che hanno lanciato. «Molti insegnanti hanno già dato il loro contributo - ha garantito Francesca Melotti, collaboratore del dirigente scolastico - per chi desidera stiamo mettendo le coordinate bancarie a cui fare il versamento sulla pagina web della scuola». Francesca è una maestra. Ieri ha tenuto una lezione nella stessa classe che frequentava la giovanissima. «Siamo tutti molto addolorati», ha comprensibilmente aggiunto. In lei non c’erano preoccupazioni per la salute, né per la sua né per quella delle bambine e dei bambini che studiano nella scuola.
«Mi sento sicura - ha garantito Francesca - perché sono state tutte le profilassi e sono stati fatti i controlli da una commissione dell’Asl (Azienda unità sanitaria locale). È stata una tragedia». Un fatto che ha colpito, innanzitutto, i genitori. Una scomparsa di cui anche i piccoli della scuola hanno iniziato a chiedere spiegazioni. Perché non viene più in classe? Dov’è andata? Cosa le è successo? Possiamo stare sicuri? Per una bambina o un bambino è naturale fare domande. Più difficile è forse per gli adulti dare risposte. «Alla fine siamo educatori - ha ripreso Francesca - per cui dobbiamo trovare per loro le parole giuste. Dobbiamo dire loro quello che un bambino può capire». Più avanti negli anni, comprenderanno qual è la malattia che ha privato loro di una compagna di giochi. Saranno magari grandi e avranno anche loro figli che andranno a scuola. Un giorno la potranno ritrovare nei banchi del cielo per proseguire una partita interrotta. Per ora, tuttavia, dovranno farsi forza e proseguire nei loro percorsi. Lo dovranno fare tutti, i grandi e anche i piccoli. «Tranquillizzare i bambini è l’aspetto più importante», ha concluso Francesca.
Per aiutare la famiglia c’è dunque un conto intestato a: “Associazione vivere la scuola”, raccolta fondi Iban: IT19Y0538712919000002428496
Causale: “donazione”
Gabriele Farina
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