Caserma occupata Il Comune tratta
Il prefetto affida la via del dialogo al sindaco Muzzarelli «Aiuteremo chi ne ha diritto. Non chi è fuori dalle regole»
La via del dialogo per far ritornare quanto prima la legalità ma al tempo stesso senza dimenticare di aiutare le persone, minori in primis, in difficoltà sul fronte del problema della casa.
È questa l’indicazione emersa dal comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico convocato nella mattinata di ieri dal prefetto di Modena Michele Di Bari per affrontare la scottante questione dell’occupazione dell’ex-caserma dei carabinieri in via S. Eufemia, nel cuore di Modena. Come noto dalla vigilia di Pasqua alcuni nuclei familiari affiancati dall’associazione per il dirittoalla casa LaRage hanno preso possesso dello stabile di prorpietà della Cassa Depositi e Prestiti dello Stato. Un’occupazione a tutti gli effetti.
Al tavolo della Prefettura, per valutare come far rientrare prima possibile la situazione, si sono seduto il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, l’assessore al welfare e servizi sociali Giuliana Urbelli, il comandante dai carabinieri, quello della finanza, il vicario del questore e il comandante della polizia municipale. Dall’incontro è scaturito un invito al Comune di Modena ad allacciare una linea di dialogo con gli occupanti al fine di trovare una soluzione che porti, quanto prima, alla liberazione degli spazi occupati in modo illegale. Un invito che il sindaco ha raccolto ribadendo tuttavia con forza che non ci sarà nessuna concessione sul fronte delle procedure al di fuori della legge. A questo proposito uscendo il sindaco Giancarlo Muzzarelli ha dichiarato : «Siamo impegnati a trovare una soluzione - ha detto - ma questa dovrà necessariamente essere trovata nel rispetto delle regole, che per noi sono fondamentali. Abbiamo quindi chiesto in sede di Comitato Ordine Pubblico di avere chiarezza sull'identità dei soggetti occupanti (adulti e minori), per potere distinguere i casi di effettivo bisogno dal resto». In pratica il Comune dovrà procedere con un censimento delle persone residenti, con particolare attenzione alle condizioni dei minori che, ovviamente, non possono essere tenuti a vivere in condizioni precarie. E proprio a questo si riferiva il sindaco quando ha dichiarato che «le persone che si troveranno nelle condizioni di essere aiutate secondo quanto prevedono le norme dell’assisternza sociale, saranno aiutate». Discorso diverso per chi non ha titoli. Il sindaco ha ribadito di non aver autorizzato l’allacciamento di alcuna utenza nella caserma. Che accadrà ora? Per qualche giorno ci sarà spazio per le trattative, poi si vedrà: «Non ci sottraiamo di certo al confronto - ha concluso il sindaco -ma bisogna arrivare a definire una strategia nell'ambito delle politiche sociali ed abitative dell'Amministrazione comunale: questa è la cornice corretta».
La soluzione di forza per ora è esclusa, ma se la situazione si protrarrà non viene esclusa a priori.
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