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Ecco il nuovo deposito bus ma il terminal non cambia

di Daniele Montanari
Ecco il nuovo deposito bus ma il terminal non cambia

Pavullo. Domenica il taglio del nastro del centro logistico realizzato in zona Torba Il sindaco: «La fermata principale resta in centro per servire studenti e utenti»

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PAVULLO. Verranno inaugurati domenica alle 10 il nuovo deposito bus di Pavullo e il magazzino comunale ricavato a pochi metri nell’ambito dell’urbanizzazione della zona Torba, nella periferia sud del paese. Opere attese da tempo e con ripercussioni importanti nella logistica del capoluogo. La prima in particolare permetterà di spostare da Palazzo Domus, in pieno centro, non solo il garage delle corriere ma anche l’officina e soprattutto il deposito di gasolio. Non sarà più necessario fare rifornimento qui, a tutto vantaggio della sicurezza di un palazzo di cinque piani. Si snellirà il traffico in prossimità dell'incrocio più importante, quello tra via Parenti e via Marchiani, senza l’obbligo di “accasare” lì le corriere. E al contempo verranno liberati spazi per un ampio progetto di riqualificazione.

«Ma il terminal per lo scambio rimarrà - sottolinea il sindaco Romano Canovi - abbiamo 1.300 studenti delle superiori che vanno a prendere la corriera scendendo dal vicino polo scolastico ed era giusto garantire prossimità di servizio, come del resto anche a tutti gli altri utenti. La fermata resta, così che da una parte manteniamo in centro un flusso importante, dall’altra tuteliamo la sicurezza tirando via un’officina non a norma e un distributore di carburante che qualche pensiero ce lo dava».

Al taglio del nastro sono attesi il presidente Seta Vanni Bulgarelli e l’amministratore unico di Amo, l’agenzia per la mobilità, Maurizio Maletti, a conferma dell’importanza di un progetto che ha impegnato complessivamente 4 milioni (2,4 per il deposito) sviluppandosi su 3mila metri quadri coperti, con anche autolavaggio.

Un piano strategico, ma che non è rimasto indenne da difficoltà. L’appalto infatti era stato vinto nel 2012 dal raggruppamento temporaneo d’imprese composto da Cooperativa di Costruzioni di Modena, Iti Impresa Generale di Modena e Cooprocon di Pavullo. Ma la Coop di Costruzioni nel 2015 presentò richiesta di concordato al Tribunale, in un contesto di difficoltà che vide il Comune non pagarle le quote di competenza relative a due stati di avanzamento lavori. Un anno fa le è quindi subentrata la Sirem srl di Modena (tramite affitto di azienda), che ha concluso l’opera.

«Non è facile portare a compimento i progetti - chiosa Canovi - perché il cammino è fatto di imprevisti. Qui ci siamo riusciti, andando a sistemare una cosa di cui si discuteva da più di dieci anni. C’è soddisfazione per il servizio reso a Pavullo, certo, ma anche la consapevolezza che ne trarrà beneficio operativo tutto il Frignano».

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