Gazzetta di Modena

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«Fossa, nessun eccesso per il taglio degli alberi»

di Gabriele Bassanetti
«Fossa, nessun eccesso per il taglio degli alberi»

Fiorano. Il Comune replica alla critiche del M5S per l’intervento nel torrente «La vigilanza sui lavori per la sicurezza idraulica è stata fatta regolarmente»

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FIORANO. Secondo il Comune, non ci sono abusi né eccessi nel taglio degli alberi lungo il torrente Fossa, eseguito su incarico regionale da un'azienda che viene pagata con il legname raccolto, immediatamente trasformato in pellet. Nei giorni scorsi il Movinmento 5 Stelle ma anche tanti provati cittadini hanno manifestato perplessità per l'estensione dell'area disboscata e per il taglio che viene giudicato indiscriminato. «L'intervento – spiega il Comune - è stato autorizzato dalla Regione Emilia Romagna e dai privati frontisti non sono giunte segnalazioni di tagli sui loro terreni.È stato attuato in risposta ad ordinanze di protezione civile ed ha come obiettivo prioritario la prevenzione del rischio idraulico e del pericolo di esondazione, a salvaguardia della popolazione e delle infrastrutture. Le azioni di vigilanza messe in atto dal Comune non hanno evidenziato abusi, ma la pulizia da robinia, infestanti e verde in massima parte spontaneo, oltre a piante non più sicure, sempre tenendo conto che la priorità viene data alla sicurezza nei casi di piena. Ogni segnalazione sarà comunque presa in esame e, se di competenza, girata agli organi regionali». Alcuni casi di taglio di alberi d'alto fusto a distanza dalla sponda risulterebbero richiesti dai frontisti e legati allo stato di salute degli alberi. La polemica non pare comunque destinata a spegnersi, anche se della pulizia del Fossa e del programma regionale che prevede anche interventi di messa in sicurezza di argini e sponde, si parla da tempo. Il Fossa è un torrente che ha evidenziato più volte la sua pericolosità. A tratti è molto impetuoso e trasporta a valle grandi quantità di tronchi e rami. Nel 2008 la sua esondazione fu disastrosa, provocò danni per centinaia di migliaia di euro, cento persone restarono bloccate in un locale alle Salse di Nirano, cinque auto caddero nel torrente. Della necessità di una messa in sicurezza non si può dubitare, ma sui modi ci sono molte contestazioni. Anche Sel infatti è intervenuta in merito. «Dovevano essere tagliate piante secche e ripulito il sottobosco – dichiara Mariella Lioia - ma è sufficiente percorrere il tratto a piedi per rendersi conto a occhio nudo che gli interventi non hanno assolutamente risparmiato piante sane e protette e si allargano ben oltre le sponde del torrente. Parliamo di migliaia e migliaia di alberi che sono già stati tagliati lungo quasi dieci chilometri di fiume, tra la zona della Riserva di Nirano e quella dell'Oasi del Colombarone. Serviranno anni per ripristinare un habitat considerato corridoio ecologico anche nei Piani di Tutela; temiamo inoltre un aumento dei rischi idraulici, contrariamente a quello che doveva essere l'obiettivo dell'intervento e cioè prevenire il pericolo di esondazione».

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