Riccò processato a Modena per tentata truffa
Modena. L’ex campione di ciclismo è imputato per aver chiesto un risarcimento da più di 10mila euro per una bici che valeva poco
MODENA Aveva raccontato di essere stato investito da un’auto ma ora è a processo per tentata truffa. Riccardo Riccò, l’ex campione di ciclismo formiginese squalificato per dodici anni dal Tribunale nazionale antidoping, torna in tribunale come imputato. Questa volta il Cobra è accusato di aver simulato danni ingenti alla sua bici. Una bici - secondo l’assicurazione costituitasi parte civile - che valeva ben poco ma per la quale Riccò ha chiesto più di 10mila euro come risarcimento dell’urto. Ieri si è svolta la prima udienza davanti al giudice Federico Maria Meriggi che ha ascoltato testimoni dell’accusa: la guidatrice coinvolta e due vigili intervenuti. Riccò, difeso d’ufficio dall’avvocato Stefania Gandini, non si è presentato. C’era invece l’avvocato Alessandra Camisa per conto della parte civile, l’Axa Assicurazioni, che aveva sporto denuncia.
LA VICENDA Il fatto risale al 12 ottobre 2012, ma Riccò fece sapere dell’incidente due giorni dopo attraverso un tweet con allegato un selfie scattato dal letto di un ospedale dove si ritraeva ferito seriamente. In questo modo si è venuto a sapere dell’incidente avvenuto a Modena. Riccò ha raccontato di essere stato investito mentre stava girando in bici lungo via Albareto. Un’auto lo aveva urtato facendolo cadere. Il volo gli aveva procurato serie lesioni soprattutto al volto. «Ho perso i sensi per una ventina di minuti», aveva scritto nel tweet.
Dell’episodio non si era più parlato, anche perché era giunto al termine del suo iter giudizario per la vicenda dell’autotrasfusione: oltre alla squalifica del Coni, aveva anche patteggiato due mesi in tribunale.
Di questa avventura stradale non si era più parlato fino a ieri mattina, quando è iniziata l’udienza che lo vede imputato per tentata truffa.
LE CONTESTAZIONI L’Axa Assicurazioni contesta la ricostruzione dell’incidente: sostiene che Riccò è sì caduto facendosi male ma non perché ha urtato la Fiat Panda guidata da una modenese, bensì perché ha sbandato bruscamente finendo dentro un aiuola e cadendo malamente dalla bici. Ma è proprio la bici l’oggetto in discussione al processo. Poco tempo dopo l’incidente, l’Axa riceve una richiesta di risarcimento dal Cobra. La distinta indicava danni a una bicicletta che, pezzo per pezzo, secondo quanto trapelato costava ben più di10mila euro. Le indagini avviate dall’assicurazione hanno portato alla conclusione che al momento della caduta Riccò girava su una bicicletta da poco.
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