San Paolo, nuova idea dopo il flop
Due bandi deserti, ora si cerca una negoziazione trasparente con meno vincoli
«Per il comparto San Paolo intravediamo spazi per una soluzione: le richieste di sopralluogo sono state diverse e abbiamo ricevuto interessamenti anche a bando scaduto. Siamo nella condizione di avviare una fase di negoziazione con procedura di evidenza pubblica meno rigida rispetto al bando».
Lo ha detto l’assessore al Patrimonio Gabriele Giacobazzi rispondendo all’interrogazione del M5s, illustrata dal capogruppo Luca Fantoni, sul bando del comparto San Paolo.
Il consigliere ha ricordato che i due bandi pubblicati per l’assegnazione di spazi nel comparto sono andati deserti e ha chiesto se l’Amministrazione intende «predisporre un bando con meno vincoli, basato su meno anni di contratto, in modo da abbassare decisamente le richieste fideiussiorie, senza la richiesta di anni di esperienza cosi limitanti o giri d’affari elevati, così da permettere a più soggetti di partecipare a tale bando».
L’assessore ha spiegato che l’Amministrazione «procederà a invitare tutti i soggetti che hanno manifestato interesse a presentare proposte. Sono situazioni che richiedono tempo – ha aggiunto – ma vedo la possibilità di arrivare a una soluzione». Giacobazzi ha poi precisato che «entrambi i bandi privilegiavano aspetti di progetto culturale e imprenditoriale, valutati per un 60 per cento, rispetto a quelli economici», e ha sottolineato che «ridurre la durata dell’assegnazione degli spazi non rappresenta un incentivo, ma un maggior onere, in quanto si ridurrebbero i tempi per ammortizzare i costi dell’investimento iniziale».
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