Caso Guidi/ Il ministro Boschi a Modena: rifarei tutto. E schiva le proteste
Il ministro citata dall'ex-collega Federica Guidi nella telefonata al fidanzato: «Firmerei ancora l’emendamento Tempa Rossa». Gli attivisti pentastellati: «Ora si dimetta tutto il governo»
MODENA. Tampa Rossa? «Un progetto strategico per il Paese, firmerei di nuovo l’emendamento domattina». Così Maria Elena Boschi ha commentato il caso che ha portato alle dimissioni del ministro dello sviluppo economico, la modenese Federica Guidi.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13226440:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/ministro-boschi-a-modena-contestata-dal-m5s/55766/56094]]
Una decisione «rispettata» dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Il politico toscano invece, già contestato per il caso Banca Etruria, ha “dribblato” la manifestazione organizzata ieri sera davanti al Baluardo e le domande dei giornalisti.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13216190:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/03/31/news/estreazioni-petrolifere-la-telefonata-al-fidanzato-che-inguaia-il-ministro-modenese-federica-guidi-1.13216190]]
CONTESTATORI EVITATI. Boschi è entrata da un ingresso secondario, evitando di sentirsi chiamare “coniglio” o peggio. Cancelli chiusi a un certo punto nonostante fosse un incontro aperto al pubblico. «La sala è piena», hanno spiegato le forze dell’ordine, schierate su più fronti. «Questa è la democrazia», hanno sostenuto esponenti del Movimento 5 Stelle e semplici cittadini. Al centro della vicenda le intercettazioni che hanno visto come protagonista Guidi. «E poi dovremo riuscire - si legge in una trascrizione agli atti della magistratura - a mettere dentro al Senato, se è d’accordo anche Maria Elena, quell’emendamento che abbiamo... mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte». La Maria Elena sarebbe proprio l’ospite che ieri sera ha parlato di riforme istituzionali. «Vedo sui giornali - aveva commentato poco prima Boschi a Bologna - che ci sono molti esperti di emendamenti, soprattutto fuori dal Parlamento. Il ministro per i Rapporti col Parlamento, che sono io, deve verificare e autorizzare tutti gli emendamenti». Una posizione criticata a pieni polmoni da almeno trenta manifestanti rimasti fuori dai cancelli. Avevano mani e guance sporche di nero. Un segno del petrolio, al centro dell’emendamento contestato, il «progetto strategico» per il ministro Boschi. Fuori è rimasta anche Anna Maria Vandelli, assessore all’Urbanistica, per quasi un’ora. Il Partito democratico, il cui vessillo svetta sul governo di Modena, è stato duramente contestato.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.13226421:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2016/04/02/fotogalleria/il-ministro-boschi-al-baluardo-fuori-la-contestazione-del-m5s-1.13226421]]
DIMISSIONI. La critica non ha riguardato unicamente i cancelli chiusi. Anzi, è appena la punta dell’iceberg di un malessere più diffuso. «Ci sono collusioni tra chi occupa le posizioni di vertice del governo - ha garantito Simone Giovanardi, attivista pentastellato - e i poteri economici forti contro gli interessi collettivi. Guidi? Ha fatto bene a dimettersi. La frase del ministro sull’emendamento è inaccettabile e fuori luogo. Il governo ci ha abituato a dire che è nero qualcosa che è bianco». “Di-mis-sio-ni”, scandivano nel frattempo diversi manifestanti. «Il governo arriverà al 2018 - ha replicato Giovanardi - perché al Senato ha l’alleanza con Verdini. I suoi guai giudiziari? Per loro non è un problema. Così non lo è neanche la minoranza del Pd alla Camera». La responsabilità della firma dell’emendamento, per i contestatori, ricade anche sulle spalle del premier. «Renzi è complice - ha aggiunto un manifestante - perché l’ha chiesta lui la fiducia alla legge di stabilità. Ricorda la vicenda Scajola: è accaduto tutto a sua insaputa…». La parola “referendum” è stata utilizzata in due modi diversi fuori e dentro la struttura della Cittadella. «Spero che l’unità che il Pd ha dimostrato adesso - ha detto il ministro toscano - la dimostri anche a ottobre». «Dicono alle persone di non votare per il referendum - hanno ripreso i contestatori fuori - eppure si chiamano Partito democratico…». Due le consultazioni: la prima per la riforma del Senato, la seconda contro le trivellazioni del 17 aprile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
