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dopo la manifestazione di reggio

Impegno antimafia, la scuola confessi se sono parole vuote

di Andrea De Carlo
Impegno antimafia, la scuola confessi se sono parole vuote

La mattina del 21 marzo a Reggio Emilia una coltre di studenti misti ad insegnanti in un clima inedito si è radunata nel piazzale antistante la stazione dei treni. Le bandiere di “Libera” sventolate...

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MODENA. La mattina del 21 marzo a Reggio Emilia una coltre di studenti misti ad insegnanti in un clima inedito si è radunata nel piazzale antistante la stazione dei treni. Le bandiere di “Libera” sventolate in maniera fiera e convinta, ora da giovani, ora da adulti, hanno provveduto a fugare i dubbi dei passanti perplessi, e giù con i ritornelli intonati a squarciagola dai ragazzi al ritmo di “Noi la mafia non la vogliamo!”.

Tra gli oltre duemila presenti si potevano contare studenti provenienti pure da Rimini per esempio.

Poi in lontananza ecco sbucare la rappresentanza modenese.

Cinque classi, qualcuna del Venturi, qualcuna del Corni, un centinaio di studenti in totale.

Ricapitoliamo: 21 marzo, giornata nazionale per la commemorazione delle vittime innocenti di mafia, manifestazione organizzata da Libera a livello regionale, cento studenti di Modena.

Tornato a casa dal memorabile evento ho scritto agli altri ragazzi di Voci dal Branco: «Allora, nelle vostre scuole che iniziative ci sono state a proposito della lotta contro la criminalità organizzata?».

«Da noi niente», risponde subito Andrea.

«Anche nel nostro istituto nulla» gli fa da eco un suo omonimo appena più giovane. Poi a ruota Alessandro e Alessia, sempre con la medesima risposta, negativa.

Ora, partendo dal presupposto che l’associazione regionale di Libera abbia mandato la comunicazione del raduno a Reggio a tutti gli istituti locali, le possibilità sono due, entrambe, per motivi diversi, alquanto inquietanti.

Ipotesi numero uno: il comunicato è arrivato sulla mail del dirigente scolastico, e si è fermato lì.

La seconda ipotesi non mi piace affatto pensarla, pur essendo la più accreditabile: il comunicato è arrivato sulla mail del dirigente scolastico, che lo ha fatto prontamente stampare e distribuire nelle varie classi dell’istituto. Una volta giunta nelle classi, la circolare è stata letta in due minuti tra una sbuffata e l’altra, dopodiché riposta nel cassetto e lasciata lì, senza essere tirata fuori nemmeno per sbaglio.

I dubbi sono tante e le certezze assai poche, fra queste sicuramente il fatto che si debbano applaudire per più e più secondi i cento ragazzi e i prof accompagnatori.

Poi però bisogna parlarsi chiaro, ma chiaro davvero, senza mezzi termini o allusioni. Se le belle parole dietro la cattedra rimangono tali, mancando puntualmente di concretezza, se il proclamato impegno nella lotta non alla mafia ma alla mafiosità rimane proclamo, se ad iniziative come quelle di Libera si continuano ad anteporre i ritmi serrati dei programmi e la voglia di finire gli argomenti prima dei colleghi, quasi fosse una corsa a premi, se non è bastato quello che è accaduo a Modena, anche di recente... Se tutto questo, allora che si eviti di propinare valori che non trovano un seguito all’atto pratico. Perché noi studenti, di queste frasi che si perdono nell’aria facciamo volentieri a meno.

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