Terre della Badia, weekend d’incertezza
FRASSINORO. Hanno vissuto una giornata di incertezza più totale i lavoratori della ceramica Terre della Badia, che in sciopero dal 17 marzo hanno prolungato lo stato d’agitazione dopo la doccia...
FRASSINORO. Hanno vissuto una giornata di incertezza più totale i lavoratori della ceramica Terre della Badia, che in sciopero dal 17 marzo hanno prolungato lo stato d’agitazione dopo la doccia fredda di mercoledì, quando è arrivata la comunicazione del dietrofront da parte dell’imprenditore di Gombola che inizialmente si era detto disponibile a rilevare l’azienda da William Reverberi. La procedura di affitto di ramo d’azienda è stata annullata, e la Filctem/Cgil (anche ieri il rappresentante Carlo Antonino si è recato allo stabilimento) ha chiesto un incontro urgente con Reverberi per capire a questo punto quali siano le intenzioni. Ieri non è stato possibile, lo si è fissato per lunedì pomeriggio, con anche la Rsu.
Il morale tra gli operai è ambivalente: da una parte c’è la delusione per una trattativa sfumata, dall’altra la speranza di attirare investitori nel caso si arrivi al fallimento. Ma il presente è fatto di cupa incertezza totale: «Non è un problema solo degli operai, ma di tutto il territorio, perché se muore la ceramica muore tutto il territorio - sottolinea il sindaco Elio Pierazzi - La chiusura di un’azienda è sempre un dramma, ma ci sono zone che offrono un’alternativa ai dipendenti. Qui non c’è, per gente del paese ma anche di Montefiorino, Palagano, Pievepelago, del versante toscano della Garfagnana e di quello reggiano di Villa Minozzo. Le istituzioni, a partire dalla Regione, sono impegnate a risolvere il problema, ma bisogna anche che la politica faccia una scelta chiara di sostegno a chi fa impresa in questa zona». (d.m.)
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