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Un modenese su due si fida poco del medico

di Martina Stocco
Un modenese su due si fida poco del medico

Sondaggio rivela il rapporto dei cittadini con chi li cura e con il sistema sanitario Pediatri promossi. La maggioranza vorrebbe il dottore sempre pronto al telefono

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Pediatra sì, medico curante “ni”. Tre modenesi su quattro si fidano del pediatra, solo uno su due del medico di base. Il dato è emerso da un'indagine svolta dall’Associazione no-profit Health21 a febbraio su un campione di quattrocento persone. Nello specifico, il 75% degli intervistati ripone molta fiducia nel medico specializzato in pediatria; inoltre, il 18% si fida abbastanza e il restante 7% poco. La situazione cambia con il medico specializzato in medicina generale. In questo caso la percentuale scende. Solo il 54% del campione ripone fiducia nel proprio medico curante. «Tuttavia sono dati provvisori e preliminari - ha sottolineato Paolo Lauriola, vice presidente dell’associazione Health21) - che danno indicazioni riguardo la strada da seguire per migliorare il servizio sanitario locale». Il campione in esame è stratificato. Sono state coinvolte telefonicamente persone differenti per età, genere e area residenziale. «Emerge - ha sostenuto Lauriola - un quadro rassicurante sullo stato della sanità intesa come salute in città e coerente con i risultati a livello nazionale». La sanità tuttavia, non è la principale preoccupazione dei modenesi.

«Ad agitare maggiormente i modenesi - ha illustrato Lauriola - ci sarebbe il trasporto pubblico. Il medico generale è una figura importante per la società e coinvolge tutti dalla nascita alla morte».

Perché i modenesi contattano il medico?

«Le ricette mediche - ha risposto l'esperto dell'Agenzia per l'ambiente - e le impegnative sono i principali motivi di contatto. Il 51,8% del campione ha ammesso di rivolgersi al medico per questo motivo e di contattarli telefonicamente». I medici generici restano la fonte privilegiata sullo stato di salute dei pazienti. «Il 61,9% dei modenesi - ha specificato Lauriola - si rivolge direttamente al medico anziché consultare il web. La percentuale di chi s'informa su internet è del 16%».

Cosa lamentano gli intervistati?

«Orari limitati - ha spiegato Lauriola - rispetto alle proprie necessità ed esigenze quotidiane». Quali i suggerimenti? «Gli spunti ricevuti - ha precisato Lauriola - non si limitano ad evidenziare i problemi, ma a dare possibili soluzioni. Vanno nella direzione di una riorganizzazione del sistema sanitario del territorio».

Cosa si può fare per migliorare il servizio?

«Una possibile soluzione - ha spiegato Lauriola - suggerita dal campione è l'aumento del servizio telefonico. Così si migliorerebbe la qualità dell'offerta risparmiando sui costi. Per esempio, si potrebbe ampliare il servizio telefonico 24 ore al giorno. Gli intervistati si fiderebbero, in base alle risposte date, anche di un medico differente dal proprio».

Come muoversi in futuro? «Si può ragionare dei dati estrapolati dall'indagine - ha suggerito Lauriola - insieme ai medici di base è uno degli obiettivi del convegno di venerdì e sabato prossimo». Durante l'incontro saranno illustrati più nel dettaglio i risultati dell'indagine campionaria di Pvg sondaggi. L'analisi è stata condotta per conoscere i comportamenti dei modenesi nel campo della prevenzione.

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