Valzer delle nomine Alla presidenza di Ert spunta Barbolini
Per l’ex-sindaco ed ex-senatore una nuova poltrona e alla Fondazione Fotografia il Comune ha scelto Cavazza
Fatta una nomina se ne fa un’altra. Sul fronte del rinnovamento istituzionale, andata quella di Vanni Bulgarelli a Seta, provato il colpaccio con Ennio Cottafavi ad Amo (ma il caso dovrebbe rientrare con una nuova proposta che arriverà dalla Provincia, vedi articolo accanto, ndr), ecco che arriva un altro nome altisonante, quello di Giuliano Barbolini. La sua figura era stata scelta dallo stesso Muzzarelli per la Fondazione Fotografia, poi nelle ultime settimane, a candidatura presentata, è cambiato qualcosa.
Giuliano Barbolini, infatti, nelle prossime ore, quando da Bologna daranno il via libera, diventerà il nuovo presidente di Ert. Per l’ex sindaco di Modena e senatore un ruolo di prestigio, in una poltrona piuttosto importante e strategica per tutto il sistema culturale della Regione. Sul nome di Barbolini, dopo le vicende legate al Mata, si sono ritrovati di comune accordo l’assessore regionale Massimo Mezzetti e il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli.
I soci hanno indicato i nomi dei componenti del prossimo consiglio di amministrazione, poi si giocherà la partita sulla presidenza. Modena sta provando, ovviamente, a contare. E nelle ultime ore è arrivata la conferma per Barbolini. È vero che la battaglia sulla presidenza è certamente meno affascinante rispetto a quella della direzione artistica, ma partire col piede giusto non guasterebbe. In uscita, infatti, il cesenate Daniele Gualdi, ora è l’assessore Mezzetti che deve decidere. E sembra proprio che l’ex assessore modenese sia orientato su questa scelta, anche proprio come segnale politico: utilizzare figure autorevoli, perché che piaccia o no di questo si tratta, per governare quegli enti che dal punto di vista amministrativo e politico necessitano certamente di esperienza. Ecco, da quanto dicono a Bologna, perché la scelta sarebbe caduta su Barbolini, indiscutibilmente esperto ma sul quale pesa il fatto di essere un politico di lungo corso e già in pensione.
Ert è una poltrona comunque ambita e non di poco conto. Oggi Ert gestisce a Modena il Teatro Storchi e il Teatro delle Passioni, mentre in Regione opera a Bologna alle Moline, storica sala del capoluogo, e all’Arena del Sole, che Modena ha contribuito a salvare tra le polemiche.
Poi a Cesena il Bonci, a Vignola il Fabbri e a Castelfranco il Dadà. Un parterre di tutto rispetto, insomma, dove si può sviluppare attività come già è stato fatto a più mandate dalla gestione Valenti, il direttore da 22 anni che andrà in pensione a luglio e dopo il quale si sceglierà il successore attraverso un bando, come detto più volte dallo stesso assessore Mezzetti.
«Progettare anzichè programmare, è il punto di partenza del lavoro in questi spazi, cercare di condividere quindi il processo artistico con il pubblico - si legge nella mission dell’ente - C’è un’attenzione a preservare il ruolo di interlocutore attivo, offrendo produzioni, progetti educative e culturale teatrale sia a livello nazionale che internazionale». Oggi il consiglio di amministrazione di Ert è espressione di un tessuto piuttosto vasto e variegato con una forte presenza modenese: siedono Romano Madrigali, Mario Lugli e Sebastiano Simonini, con i primi due certamente in uscita.
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