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Carpi, aspetta trapianto e muore ma ha donato i suoi organi

di Rino Filippin
Carpi, aspetta trapianto e muore ma ha donato i suoi organi

Fabio Cimardi, 50 anni, gestiva assieme alla moglie il forno di San Marino Da due anni e mezzo attendeva di essere operato per ipertensione polmonare

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CARPI. Da due anni e mezzo era in lista d’attesa per il trapianto dei polmoni; gli organi non sono mai arrivati e lui nei giorni scorsi è morto, ma ha dato a tutti una grande lezione di umanità e generosità donando cornee, derma, ossa, valvole del cuore e vena safena.

Fabio Cimardi, 50 anni, da 20 fornaio a San Marino, si è spento al Ramazzini in seguito all’aggravarsi di un male che lo aveva aggredito anni fa: l’ipertensione polmonare.

«Voleva vivere a tutti costi - ricorda la moglie Silvia -; si è sottoposto a tutte le cure possibili, ma solo un trapianto poteva dargli la speranza di non morire. Da due anni a mezzo, ogni giorno, aspettava la telefonata che poteva salvarlo. Un’attesa vana mentre le sue condizioni di salute peggioravano: respiro affannato, labbra violacee».

La moglie di Fabio Cimardi ripercorre il calvario di questi ultimi anni di speranza. «Quando i medici - racconta - ci hanno detto che il male si era aggravato e che bisognava ricorrere al trapianto, pensavamo che da lì a poco sarebbe stato operato, invece i mesi passavano e non succedeva nulla. La speranza era che Fabio potesse essere operato nella clinica universitaria di Vienna, ma a quanto pare non c’erano donatori compatibili con le caratteristiche fisiche di mio marito. Il costo dell’intervento sarebbe stato a totale costo del sistema sanitario nazionale. Nel caso invece avessimo voluto tentare la via dell’operazione a pagamento ci era stata prospettata una spesa di 500mila euro. In ogni caso è stata una soluzione a cui non abbiamo pensato in quanto abbiamo preferito farci assistere dai medici dell’ospedale di Bologna dove mio marito era in cura».

«Fabio - continua Silvia - era comunque molto arrabbiato. Si domandava perché la maggior parte degli italiani non dona gli organi. Era iscitto all’Aido (Associazione italiana donatori organi), da quando aveva 16 anni, molti anni prima, insomma, di quando si è ammalato. Quando vedo che tanti scelgono la cremazione e non donano gli organi mi chiedo: ma che senso dare in pasto alle fiamme i propri organi, mentre si potrebbero salvare delle vite? Dopo quello che abbiamo passato nella mia famiglia non posso far altro che chiedere a tutti di essere disponibili alla donazione: chi non vive situazioni terribili come abbiamo vissuto noi, non si rende conto di quanto dolore si deve sopportare vedendo morire lentamente un proprio caro mentre aspetta il trapianto».

Fabio Cimardi, oltre alla moglie, lascia il figlio Nicolas, la madre Uga, parenti e amici. Il funerale si svolge domani alle 14.30 nella chiesa di San Giuseppe Artigiano.

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