Gazzetta di Modena

Modena

«Casa, redditi e dignità» In 300 sfilano a Modena col Guernica

di Carlo Gregori
«Casa, redditi e dignità» In 300 sfilano a Modena col Guernica

Al corteo del centro sociale disoccupati, precari e dipendenti di coop sociali «Muzzarelli parla tanto di legalità, ma sostiene la speculazione immobiliare»

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MODENA. Trecento persone, compreso qualche bambino, hanno camminato pacificamente intorno al centro per reclamare il diritto alla casa e in sostegno dell’occupazione dell’ex caserma di via Sant’Eufemia.

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REPLICA AL SINDACO. Un diritto che - sostengono i manifestanti guidati dal centro sociale Guernica - è superiore alla logica speculativa portata avanti dalla giunta. Proprio il sindaco Gian Carlo Muzzarelli è stato il grande assente evocato più volte alla manifestazione organizzata dal collettivo autonomo e dallo sportello sociale La Rage per ribadire le ragioni dell’occupazione della ex caserma dopo che il sindaco aveva detto chiaramente che quell’iniziativa è fuori dalle regole. In testa al corteo lo strisicone “Casa redditi e dignità”. Il Guernica ha ribadito che occupare è giusto. «Non solo - ha spiegato un attivista prima della partenza davanti a piazza Sant’Agostino - il sindaco voleva impedirci di fare questa manifestazione. Era contrario a dare il permesso. Noi la facciamo e siamo autorizzati».

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Spiegano Piero e Andrea dello sportello: «Siamo convinti di essere nel giusto, intorno alla difficoltà di trovare una casa esiste. E' un problema reale che emerge al di là delle singole vicende di chi si rivolge da noi. Il problema della casa a Modena è drammatico e il Comune lo ignora. Abbiamo aiutato a sistemare 20 famiglie nella ex Caserma. Sono persone che hanno figli e non riescono più a pagare un affitto o sono malate. Tutte hanno perso la casa. E cosa è successo? Giovedì, quando abbiamo aperto lo Sportello sociale invece dei soliti sette o otto contatti ne abbiamo avuto trenta».

Il sindaco ha insistito sulla legalità, ha detto che occupare abusivamente stabili pubblici non è la risposta. «Vorremmo chiedergli: di quale legalità parla? Qual’è il rispetto delle regole? Quello della speculazione edilizia a Modena? Quello della costruzione di quartieri vuoti? I 560 alloggi nuovi mai abitati? Qui siamo di fronte a un problema sociale che riguarda famiglie che non ce la fanno e che non ottengono nulla rivolgendosi ai servizi sociali», spiegano Piero e Andrea.

LE STORIE DEI SENZA CASA. Le storie di chi entra nel corteo sono simili. C’è chi ha perso il lavoro e non l’ha più trovato perdendo anche la casa. Ci sono i precari, chi fa lavori occasionali, quelli dei voucher. C’è poi chi lavora per cooperative sociali che pagano uno stipendio appena sufficiente a coprire l’affitto.

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«Io pago 500 euro di affitto al mese - spiega Ahmed, 61 anni, 4 figli - lavoro ogni giorno proprio qui, pulisco il marciapiedi di via Emilia Centro per una coop sociale che mi dà 600 euro al mese. Oggi è arrivata la bolletta e non so come pagarla. Come devo fare? Rubare? Così se mi prendono in carcere sto meglio? Oppure faccio mangiare l’aria ai miei figli?»

Ammar, 57 anni, marocchini è a Modena da 12 anni, lavorava nelle pulizie industriali, ha perso il lavoro. «Da tre mesi dormo in auto e non so come fare per trovare una casa. Non ho più neanche un lavoro. Il permesso di soggiorno? È in regola ma è come se non valesse niente. È terribile».

Mina, ragazza madre marocchina con un bimbo dawn: «Sono stata sfrattata dal mio proprietario perché sono dovuta restare in Marocco due mesi e non ho pagato due mensilità. In realtà, quando sono tornata, volevo pagare ma non ha voluto venirmi incontro. Ho trovato le mie cose in strada. Ora alloggio nella ex Caserma, resterò lì».

Aisha soffre di un malattia molto grave ed è una donna senza più lavoro, sola, con 3 ragazzi: «Vivo da un’amica giorno per giorno, prendo cibo alla Caritas. Non so come fare. Forse questa manifestazione può creare un po’ di sensibilità. Spero».

Fatah è a Modena da 1991, faceva il posatore di piastrelle, guadagnava bene poi ha perso il lavoro. «Ho perso tutto, anche la casa - spiega in buon italiano - e da tre anni dormo dove capita. Un incubo».

IL CORTEO. Il corteo si è diretto per viale Vittorio Veneto ed è risalito da viale Tassoni. Tanti slogan per la casa e tanti modenesi affacciati in silenzio alle finestre dei condomini o per le strade. Nessun incidente.

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