Modena: autismo, dalla paura a nuove possibilità di studio e lavoro
A Modena i giovani colpiti sono 380. Associazioni, esperti e famiglie centrali per l’autonomia. Il caso di “Tortellando”
MODENA. «E dopo? Quando noi non ci saremo?» La domanda dei genitori dei disabili torna prepotente quando i figli diventano adulti. Ma per chi ha i ragazzi autistici l’interrogativo diventa pressante già dall’adolescenza, quando il fossato con i coetanei si approfondisce ogni giorno.
Di questi temi si è discusso ieri mattina in Accademia nel convegno promosso dall’associazione Aut Aut in occasione della Giornata Mondiale di Sensibilizzazione dell’autismo e che ha visto attorno al tavolo istituzioni e famiglie. A parte l’ospitalità dei vertici militari, che hanno messo a disposizione la sede prestigiosa, dall’Ausl al Comune anche il mondo della scuola ha voluto essere presente, con in prima fila le ragazze del Sigonio e l’aiuto finanziario di Rotary e Soroptimist. Una mobilitazione che ha ricevuto anche il plauso del presidente della Regione, Bonaccini, che ha avuto buon gioco nell’elencare quello che già viene fatto nelle strutture sanitarie. Ma gli spunti più interessanti sono stati quelli organizzativi che hanno dato risposta al quesito principale, quello che riguarda l’accertamento della malattia e soprattutto il tipo di aiuto da offrire a persone che hanno bisogni speciali ma che oggi possono guardare con un pizzico di serenità in più al loro futuro.
Un passo per volta, anche grazie all’aiuto del grande schermo, l’autismo è uscito dal cono d’ombra che voleva relegata questa malattia di origine genetica sotto l’etichetta della disabilità psichica. Ma anche grazie a film come Rain Man con Dustin Hoffman anche il grande pubblico ha cominciato a comprendere la ricchezza interiore del mondo degli autistici.
«Per i nostri ragazzi - spiega Erika Coppelli, presidente di Aut Aut Modena - è importante non tornare indietro rispetto alle capacità che acquisiscono faticosamente, giorno dopo giorno. Perciò è importante trovare una prospettiva anche con la maggiore età. E attività che possano servire a migliorare l’autonomia e l’autostima. Oggi a Modena gli autistici sino ai 18 anni sono 70 e salgono a 380 in tutta la provincia».
Come una perla è chiusa in un’ostrica, così il mondo degli autistici è delimitato da limiti che impediscono loro di comunicare con il mondo esterno. «Oggi che si parla di “spettro autistico” - continua Coppelli - ovvero di una malattia con diversi gradi di gravità e difficoltà di relazione con il mondo esterno, si è capito che un trattamento su misura, dal punto di vista psicologico, ha risultati migliori rispetto a un approccio uguale per tutti».
La carta vincente, pare di capire, di un lavoro capace di assecondare le inclinazioni di ognuno. «Con “Tortellando” abbiamo realizzato un laboratorio di pasta fresca che non ha nulla da invidiare agli altri - ha spiegato Silvia Panini di Aut Aut - Nella vecchia scuola elementare di Cognento con poche attrezzature semplici abbiamo offerto a 24 giovani autistici la possibilità di imparare a preparare tortellini, tortelloni e strichetti, lavorando insieme. Pasta, taglio, essicazione e ripieno tutto fatto da loro in tre corsi. È la strada giusta».
Saverio Cioce
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