Gazzetta di Modena

Modena

«Chiarezza e più risorse per un ottimo ospedale»

di Alfonso Scibona
«Chiarezza e più risorse per un ottimo ospedale»

Cardone: «La Regione destini fondi per far funzionare meglio la nuova Tac e l’intero sistema sanitario che comprende anche Vignola e Pavullo»

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«Sono fondate le voci di un ritorno alla gestione pubblica dell’ospedale di Sassuolo malgrado la rassicurazione dell'assessore regionale alla sanità? Speriamo di no». È quanto afferma Mario Cardone della federazione dei socialisti modenesi. «Viste le difficoltà che sta attraversando il sistema sanitario nazionale e quello regionale - continua - noi avremmo chiesto all’assessore regionale, visto che paghiamo, come sassolesi una delle più alte aliquote di addizionale comunale e regionale irpef, di destinare maggiori risorse professionali all’ospedale per fare funzionare al meglio la nuova Tac e l’intero sistema sanitario nell’area sud ( Sassuolo, Vignola, Pavullo). In Regione si sono mai accorti che, rispetto al 2012, ultimo dato dal bilancio 2014, sono state fatte ben 1.781 mammografie in meno ( 42,24 % ) frutto della insensata politica nel settore della prevenzione? Sembra di no». Cardone commenta anche altre voci per un progetto di allargamento della gestione pubblico/privata all’intera “Area sud”, agli ospedali di Vignola e Pavullo. «Tutto va chiarito con sollecitudine - spiega Cardone - e chiederemo l’avvio del percorso per l’approvazione del Pal, scaduto a dicembre 2014, e poco ci interessano aspettative parziali, rappresentate da un gruppo di investitori privati nel sistema sanitario locale, anche se sono banche, cooperative e finanziarie. Niente di ideologico, a noi socialisti interessa la funzionalità del sistema sanitario locale fondato sul sapere, sulle professionalità, sull’efficacia, efficienza e risposte sollecite. Dalla esperienza degli ultimi anni, riteniamo giunto il tempo della revisione degli oscuri “patti parasociali” che stanno all’ombra di una strana piattaforma economico-giuridica. Infatti l’Asl ha un triplice ruolo: socio, committente-cliente e fornitore di servizi. Di fatto, sembra che l’Azienda sanitaria abbia delegato la totalità gestionale al socio privato, poco rispettoso della “mission” assegnata dalla Regione nel febbraio 2009». C'è poi un accenno alle variabili societarie della parte privata. «A Sassuolo – conclude - succede tutto ed il suo contrario. È cambiato l’azionariato privato del gruppo, da Toolife ad Atrichè, dopo il passaggio alla gestione ordinaria, con importanti plusvalenze, ma nel più completo silenzio o quanto meno con l’ambigua e parziale motivazione dell’organo preposto. In questo periodo uno dei maggiori soci, la Coop Estense, è oggetto di operazioni di fusioni ed incorporazioni. Ma non se ne parla: forse non è roba da profani...».

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