Ecco il nuovo terminal bus al servizio del Frignano
Pavullo. Sostituisce il vecchio deposito di Palazzo Domus. Capienza di 26 mezzi L’assessore regionale Donini: «Non è previsto un taglio di corse in montagna»
PAVULLO. Pavullo ha il suo nuovo deposito bus: dopo non pochi anni d'attesa (l'iter è partito nel 2001) e un cammino non semplice (sia nell'edificazione materiale che per il fallimento della ditta incaricata, la Cooperativa di Costruzioni di Modena), la nuova struttura realizzata alla Torba, con annessi magazzini comunali e archivio, da ieri è finalmente operativa. Fitta partecipazione istituzionale all'inaugurazione, con la presenza del sindaco Romano Canovi, del presidente del Consiglio comunale Maurizio Ricci, del vice di Montecreto Elisabetta Fontana, del presidente di Seta Vanni Bulgarelli, dell'ex Pietro Odorici, dell'amministratore unico di Amo (l'Agenzia per la Mobilità) Maurizio Maletti, dell'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini, della consigliera Pd Luciana Serri e di molti altri. La struttura si estende su 3mila metri quadri, di cui due terzi di proprietà di Amo (che ha affittato a Seta) e dedicati al deposito (capienza di 26 bus con officina, distributore di carburanti, autolavaggio e locali di servizio) e un terzo del Comune che vi ha ricavato a piano terra magazzini per ospitare scuolabus, spartineve e altri mezzi insieme a materiali di lavoro, mentre al piano superiore verrà centralizzato l'archivio. Costo di 4 milioni, 2,5 coperti da Amo grazie a fondi regionali e il resto dal Comune, che in questo progetto ha visto uno degli obiettivi chiave di mandato: «È stata dura ma ce l'abbiamo fatta – ha esordito Canovi – è stata un'opera difficile fin dalle fondamenta, che hanno richiesto scavi molto più profondi per trovare il buono. E poi siamo incappati nel fallimento della ditta titolare, che ha coinvolto le aziende locali a cui aveva appaltato i lavori: speriamo adesso che tramite il curatore possano essere pagate, perché se lo meritano davvero». Un ringraziamento particolare ai presenti, ma anche a Nerino Gallerani e Odorici, rispettivamente presidenti di Amo e Seta quando partì il piano, «perché in questi anni in cui tutti andavano a caccia di soldi, se non abbiamo perso i contributi è per merito vostro». «Il vecchio deposito sotto Palazzo Domus non era in sicurezza – ha sottolineato Bulgarelli – e quest'opera oltre a essere fondamentale in questo senso è un segno di futuro, di volontà di garantire il trasporto pubblico in montagna». «Negli ultimi anni è stato tagliato un milione di chilometri di corse, ma non uno in Appennino – ha ricordato Maletti – dove restano 1200 corse la settimana». «Il trasporto pubblico costa alla Regione 400 milioni l'anno, ma dà servizio a 300 milioni di viaggiatori – ha precisato l'assessore Donini – per questo continueremo a investire con l'arrivo di 100 nuovi bus nel giro di un anno e mezzo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
