Il doposcuola in parrocchia a Santa Teresa
Accoglienza, gioco, studio e merenda. Sono alcune delle attività svolte durante il doposcuola alla parrocchia Santa Teresa. Il lunedì e il venerdì pomeriggio, dalle 15.45 alle 17, gli studenti delle...
Accoglienza, gioco, studio e merenda. Sono alcune delle attività svolte durante il doposcuola alla parrocchia Santa Teresa. Il lunedì e il venerdì pomeriggio, dalle 15.45 alle 17, gli studenti delle classi secondarie di primo grado sono seguiti da una dozzina di volontari. Quanti alunni usufruiscono di questo servizio? «Anche quest’anno sono 24 - ha risposto Umberto Barozzi, l'organizzatore del doposcuola - e i volontari sono la metà. Non possiamo prendere alunni in numero maggiore perché vogliamo seguirli con attenzione». Quando è cominciato il doposcuola in parrocchia? «Undici anni fa - ha spiegato Barozzi - l'idea è stata lanciata da alcuni studenti delle superiori che risiedevano nel quartiere. I ragazzi avevano voglia di fare qualcosa di utile per gli altri. E i genitori di molti bambini chiedevano che ci fosse un doposcuola». Da quali scuole provengono? «Soprattutto dalle scuole medie Carducci - ha elencato il responsabile - e Lanfranco. La maggior parte degli studenti sono stranieri. Il bello è che abbiamo avuto dei ragazzi che prima hanno usufruito del doposcuola come utenti, poi sono stati volontari per anni». L’attività del doposcuola inizia ad ottobre e termina con la fine della scuola, a giugno. Durante questo periodo c’è un continuo confronto con le scuole da cui provengono gli studenti. «All’inizio dell’anno scolastico - ha spiegato Barozzi, insegnante in pensione - ci rechiamo nelle scuole e chiediamo ai docenti quali sono le principali carenze dei ragazzi. Così possiamo dare un aiuto mirato. Alla fine del primo e del secondo quadrimestre è anche stilata una “pagellina” del doposcuola». Quali altre attività sono svolte? «Quest'anno, per la prima volta - ha risposto Barozzi - abbiamo organizzato una cena con i ragazzi e i loro genitori. L’idea era aumentare la conoscenza reciproca di culture differenti. L’esperienza verrà ripetuta».
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