Materne e nidi promossi dalle famiglie dell’Unione
Le richieste accolte dalle diciassette strutture hanno superato il 94 per cento L’indagine sulla qualità dei servizi ha ricevuto come risposta la media voto di 9,2
Nonostante le polemiche che puntualmente tornano nel momento in cui alle famiglie vengono comunicate le scuole materne e i nidi a cui sono stati assegnati i loro figli, dai dati municipali risulta che il servizio gode di buona salute.
Nell’Unione Terre d’Argine sono funzionanti 13 nidi d'infanzia comunali e 4 nidi d'infanzia privati convenzionati con l’ente locale. Il totale di bambini iscritti ai nidi d’infanzia era di 787 a fine 2015. Il 34,2% dei bambini residenti in età 0-3 anni nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine frequenta il nido d’infanzia.
Secondo quanto stabilito nel Consiglio Europeo di Barcellona nel 2002, ogni paese firmatario avrebbe dovuto garantire un servizio educativo per la prima infanzia ad almeno il 33% della domanda entro l’anno 2010, da realizzare nel sistema pubblico/privato. L’obiettivo, che è stato confermato dalla Commissione europea in relazione alla strategia Europa 2020 per quanto riguarda il programma Istruzione e formazione 2020 (ET 2020), è quindi stato raggiunto e superato. Se consideriamo il tasso di risposta alle domande di iscrizione ai nidi di infanzia pervenute nell’anno scolastico 2015-2016, sul territorio dell’Unione le risposte evase rispetto alle richieste di iscrizione erano in complesso il 94,1% a fine dicembre.
È stata effettuata una aggiornata rilevazione di customer satisfaction per i frequentanti i nidi di infanzia dell’Unione e l’indagine ha coinvolto 467 famiglie che hanno frequentato i nidi d’Infanzia comunali, convenzionati e privati nell’anno scolastico 2014/2015.
Adottando lo strumento già utilizzato in occasione della prima indagine e avvalendosi della preziosa collaborazione dell’Ufficio Ricerche del Comune di Modena, il questionario è stato proposto nella solita versione cartacea e on-line (che è stata utilizzata dalla grande maggioranza dei genitori). La risposta delle famiglie è stata molto alta: delle 721 famiglie contattate, 467 hanno infatti accettato di rispondere, suddivise tra servizi comunali (312) e convenzionati (126), con una percentuale del 64,77%, dato eccezionale per le indagini di customer satisfaction. Numeri, inoltre, che consentono di ridurre di molto il margine d’errore e quindi definire i dati attendibili e generalizzabili.
La ricerca ha indagato la qualità percepita in merito a sette aree ritenute significative per la qualità del nido d’infanzia: queste riguardavano, oltre agli aspetti più tecnici (quali il calendario di apertura, gli orari, l’accessibilità al nido, gli aspetti strutturali, il servizio pasti e di pulizia), anche aspetti pedagogici, come la professionalità del personale e le proposte educative e, infine, anche l’aspetto legato alla partecipazione delle famiglie al nido. I risultati mostrano una soddisfazione generale molto alta da parte dei genitori con valutazioni medie sui singoli aspetti indagati che non scendono mai al di sotto del 8.4 (in una scala da 1 a 10 è da considerarsi una valutazione buona) e con punte di 9.2, giudizio che può ritenersi ottimale.
Nel confronto con i dati del 2010 inoltre si può affermare che la soddisfazione delle famiglie è, addirittura, aumentata e in modo significativo su alcune aree, come ad esempio l’accesso al servizio o l’area della struttura e dei materiali.
Si confermano come elementi centrali del servizio (sulla base dell’attribuzione del maggior grado di soddisfazione e importanza) il personale e le proposte educative, cioè le persone impegnate nella presa in cura dei bambini e ciò che viene svolto da un punto di vista appunto educativo. Tutto il resto sembra ruotare intorno a questi aspetti e completare un’offerta che, in generale, viene percepita come detto di qualità estremamente elevata.
A fronte di un’aspettativa di chi si iscrive ai nidi di una qualità pari a 8.4, quindi molto alta, per il 64.2% delle famiglie il servizio è stato addirittura migliore e nel 32.2% uguale alle aspettative iniziali.
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