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«Baita a fuoco, non credo al dolo»

«Baita a fuoco, non credo al dolo»

Sestola. Antonio Menetti: «Ricostruirò la casa in fretta». Le indagini continuano

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SESTOLA. Non crede all'ipotesi del dolo il proprietario della baita di Pian del Falco andata distrutta domenica in un incendio. Le fiamme, secondo i primi accertamenti, sono partite verso le 17.30 dal cortile sul retro, nella parte a monte del fabbricato al civico 21 di via Lago della Ninfa (a pochi metri dal rifugio Calvanella), attecchendo nelle assi del solarium che conducono al balcone, facendole spezzare e quindi cadere addosso alla casetta vera e propria, dove a quel punto è divampato il fuoco lasciando solo uno scheletro di lamiere.

«È possibile che tutto sia partito da una semplice sigaretta buttata da qualche escursionista che passava nella zona: l’erba secca si è incendiata e ha fatto il disastro - osserva il dottor Antonio Menetti, imprenditore e commercialista nato a Sestola ma residente a Modena - Non ho motivo per pensare al dolo, certo il danno è pesante: era da 40 anni che avevo la baita a cui ero affezionatissimo, in più non ero assicurato. Ma la ricostruirò al più presto sopra il garage in cemento rimasto intatto, in tempi molto veloci grazie ai nuovi prefabbricati in bioedilizia e secondo gli ultimi standard in fatto di isolamento».

Impossibile pensare a un cortocircuito, perché l'abitazione è utilizzata solo saltuariamente e l'ultima volta che c’era stato, domenica 21 marzo, Menetti se n’era andato staccando la luce come d’abitudine. Dunque le fiamme sono partite da fuori, e sa di strano l’atto doloso a quell’ora, di pomeriggio, in piena luce e peraltro in una giornata domenicale con un viavai continuo di gente, sia per le escursioni che per le sciate di fine stagione sul Cimone. I carabinieri comunque stanno continuando gli accertamenti di prassi insieme ai vigili del fuoco, che stamattina saliranno dal comando di Modena con tecnici specializzati.

Daniele Montanari

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