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Carpi, processo a finto commercialista che perdeva i documenti fiscali

di Carlo Gregori
Carpi, processo a finto commercialista che perdeva i documenti fiscali

Il carpigiano 45enne è imputato per aver svolto per anni il lavoro della sorella commercialista morta perdendo la documentazione fiscale dei clienti. Registrati casi anche di mancati versamenti e mancate consegne di dichiarazioni dei redditi. Ieri a processo per appropriazione indebita, è stato oggetto di due consulenze psichiatriche dagli esiti differenti: era lucido oppure affetto da gravi attacchi paranoidi?

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CARPI. È imputato per aver svolto il lavoro della sorella commercialista morta perdendo la documentazione fiscale dei clienti. Ieri al processo per appropriazione indebita a carico di M.P. - 45enne carpigiano difeso dall’avvocato Erika Mantovani - una perizia psichiatrica ha ribaltato la situazione spingendo il giudice a chiedere una nuova audizione al primo psichiatra intervenuto. Il primo psichiatra sarà riascoltato per capire se l’imputato era lucido o affetto da incapacità mentale.

In effetti, pare incredibile che per anni un uomo privo di qualifiche gestisse pratiche fiscali come un vero commercialista e che spesso versasse il dovuto con moduli F24. Ma non sempre: altri clienti hanno infatti scoperto, con gravi problemi successivi, che non aveva versato le imposte oppure non aveva presentato la dichiarazione.

Tutto questo è accaduto perché M.P. aveva fatto pratica seguendo la sorella, poi scomparsa. In lutto, si è sostituto alla professionista iscritta all’ordine mandando nel 2006 lettere ai clienti spiegando che tutto sarebbe continuato come prima. I clienti - commercianti, imprenditori e artigiani carpigiani - non hanno avuto nulla da dire. Secondo a ricostruzione, la sostituzione è proseguita per anni finché nel 2011 i danneggiati si sono moltiplicati e è stato denunciato non per esercizio abusivo della professione, bensì per appropriazione indebita: faceva sparire i documenti fiscali.

In molti casi si è chiarito che li ha persi. In altri casi no, ma non è stato per niente facile recuperarli. All'apertura dello studio, gli investigatori  hanno trovato mucchi di documenti gettati alla rinfusa ovunque, anche nel gabinetto.

La rottura del rapporto di fiducia era un’inezia perché ormai per tanti scoppiavano pesanti grane con l’Agenzia delle Entrate. Una ventina di clienti sono così risultati evasori fiscali venendo sottoposti ad accertamenti per mancanza dei documenti e dei registri contabili.

Ma alla fine delle indagini solo tre vittime si sono costituite parte civile. Il loro obiettivo è per far valere la loro posizione di danneggiati in caso di condanna di M.P. davanti all’Agenzia Entrate (sono assistiti dagli avvocati Paolo Virgili e Ruggero Fregni).

Ma come è possibile tutto questo? Il celebre psichiatra Renato Ariatti, al processo gemello in corso, ha spiegato che M.P. era incapace di intendere e volere: soffre di attacchi paranoidi acuiti dai lutti familiari. Ma ieri un altro psichiatra, Giovanni Battista Camerini, ha spiegato al giudice che M.P. agiva perfettamente lucido.

Per questo il professor Ariatti tornerà alla prossima udienza, il 4 luglio, per rileggere la sua diagnosi alla luce di quella presentata ieri, esattamente contraria. Solo dopo si procederà alla conclusione del processo.

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