Concorde, si va verso gli scioperi
Tonelli di Filctem Cgil: «Da un anno la situazione non si sblocca»
Si va verso lo stato di agitazione fra i lavoratori del gruppo ceramiche Concorde di Fiorasno. Sono attualmente in corso le ultime assemblee con i lavoratori, ma un volantino interno diffuso dalla delegazione impegnata a trattare ha già sottolineato l'insoddisfazione per le proposte dell'azienda sul contratto, emerse dopo una lunga trattativa, e viene dichiarata l'intenzione di procedere al blocco degli straordinari, a un pacchetto di ore di sciopero da definire. Entro la fine della settimana la posizione dei lavoratori dovrebbe essere del tutto chiara senza escludere del tutto che lo stato di agitazione possa rientrare. Ma perchè questo accada il gruppo Concorde dovrebbe cedere su punti che sono al centro di un braccio di ferro che dura da mesi. «La trattativa va avanti dalla primavera dello scorso anno – spiega Claudio Tonelli della Filctem Cgil – e non sembra aver raggiunto i risultati che speravamo. Per rispetto di tutti i lavoratori, anche quelli che non abbiamo ancora raggiunto in assemblea, non posso anticipare cosa decideremo di fare. Saranno i lavoratori stessi a comunicarlo all'azienda e anche all'esterno».
I punti di contrasto fra azienda e lavoratori riguardano in particolare la mancanza di aumenti del compenso orario e l'insoddisfacente proposta economica sul salario variabile; un sistema di relazioni sindacali che viene definito «non sempre coerente con lo stile aziendale, una insufficiente dialettica che ha causato diffuso malessere fra i lavoratori».
Il gruppo Concorde è il secondo per grandezza in Europa, ha 2400 dipendenti e 700 milioni di fatturato. Conta dieci marchi diversi, tra cui Novoceram in Francia e Italon in Russia. Atlas Concorde, Keope, Supergres, Caesar, Fap, Mirage, Marca Corona e Refin operano tutte nel comprensorio ceramico emiliano.
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