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Gemma 1786, i meteoriti ereditati dagli Estensi

di Stefano Luppi
Gemma 1786, i meteoriti ereditati dagli Estensi

Raccolti rocce e reperti risalenti all’età del Ducato o ricevuti da collezionisti Preziosi documenti in biblioteca, tra cui il catalogo del museo di Vienna del 1799

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L’origine dei musei universitari scientifici di Modena è una diretta conseguenza della riforma dell'ateneo voluta nel 1772 dal duca Francesco III d'Este che di fatto sottrasse l'Università alla Congregazione di San Carlo che fino ad allora ne aveva retto le sorti.

Tra le prime raccolte che si formarono vi furono quelle relative all'anatomia (la tratteremo in una prossima puntata), all'Orto Botanico (ne abbiamo parlato nel primo di questa serie di articoli) e alla storia naturale. Oggi questi materiali, migliaia di oggetti che fanno parte del patrimonio pubblico dell'ateneo, sono suddivisi tra vari musei, tra cui uno dei più importanti ha un nome curioso: “Museo mineralogico e geologico estense. Gemma 1786”. Deriva da quanto scrisse in un documento del 1846 il professore Pietro Doderlein che definì la collezione che nel frattempo si erano formate “La gemma fra le più belle e munificenti istituzioni di Francesco IV d'Austria Este”.

STORIA. Questo luogo pubblico ha origine quando Francesco III decide di inviare un professore sulle colline modenesi con il compito di raccogliere materiali “per formare un patrio museo” dedicato al regno minerale.

Successivamente, nel corso dei decenni, la struttura si è arricchita grazie alle tante missioni di docenti in Europa, ma anche in Groenlandia, Brasile, Africa, Australia, Antartide. La storia dell'istituto è molto variabile con periodi di grossa trascuratezza delle collezioni ed altri migliori dopo lo spostamento in Sant’Eufemia. In una recente occasione gli stessi responsabili dell'ente hanno spiegato che gli spazi sono insufficienti.

COLLEZIONI. Storicamente la famiglia d'Este è sempre stata appassionata di mirabilia e nel museo ci sono esemplari importanti come le 158 rocce che lo stesso duca aveva ricevuto in dono dall'Egitto, donandole all'ente nel 1831.

Tra i pezzi più importanti esposti ci sono ad esempio un campione di datolite, un particolare minerale bianco con cristalli, proveniente dal Modenese, oppure un esemplare di grés del Brasile, roccia dalla grossa flessibilità meccanica, e una curiosa immagine dello skyline di Modena realizzato su pietra paesina. Molti sono i libri della biblioteca storica, tra cui un catalogo manoscritto del Reale museo di Vienna redatto tra il 1799 e il 1800 oltre a numerose carte antiche.

CURIOSITÀ. Probabilmente pochissimi a Modena sanno che nelle collezioni universitarie c'è un'ampia gamma di meteoriti, ossia di rocce di provenienza extraterrestre, reperti grazie ai quali gli scienziati studiano le origini del sistema solare.

Questa specifica collezione inizia a costituirsi nel 1819 per volere dell'arciduca Massimiliano d'Este, fratello di Francesco IV, e vanta una vera e propria star della materia, il noto meteorite caduto ad Albareto nel luglio 1766. Il corpus è composto da un centinaio di esemplari di tutto il mondo tra cui meteoriti di Ensisheim caduto in Francia nel 1492, di Stannern caduto nell’attuale repubblica ceca nel 1808, di Gibeon caduto nel 1836 in Namibia e Atacama del 1822, caduto sulla Terra in Cile.

INFO. Il museo, collocato a Palazzo S. Eufemia nella piazza omonima al centro di Modena, è aperto nelle mattine dei giorni feriali (per informazioni chiamare lo 059 2055873) mentre nei fine settimana l'apertura c'è solo in occasioni particolari. L'attività didattica ha costi differenziati.

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