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scuola. TEST messi IN DISCUSSIONE

Invalsi: a Modena sentenza pilota

Attesa per giovedì dopo l’azione legale della prof. Piccinini con Cgil

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Giovedì dovrebbe arrivare la sentenza del Giudice del lavoro in merito al ricorso di una docente modenese, Sabina Piccinini, sostenuta dalla Flc-Cgil, contro alle prove Invalsi, i test “a crocette” previsti dal Ministero della Pubblica Istruzione per controllare la qualità dell' insegnamento in Italiano e Matematica nelle seconde e quinte classi della scuola elementare, le terze della scuola media e in tutte le seconde della scuola superiore.

Il ricorso risale al 2011, quando la docente, allora in servizio presso una scuola media della Provincia, si ribellò alle prove mettendone in discussione la validità didattica. Con un ordine di servizio, il dirigente scolastico ne impose la “somministrazione”, alla quale la docente si adeguò, riservandosi di presentare ricorso. Può un dirigente scolastico trasformarsi in un funzionario agli ordini dell'apparato amministrativo ed imporre, con un ordine di servizio, le scelte didattiche? Con la Legge 107, la cosiddetta “Buona Scuola” il dirigente scolastico diventa “leader educativo” cui competono le scelte didattiche e dei docenti da mettere in campo per realizzarle. Nel suo articolo 33, la Costituzione sancisce invece la libertà di insegnamento, per cui, la scelta finale in termini di didattica dovrebbe spettare agli insegnanti. Spiega la Piccinini: «Nel 2011 “la Buona Scuola” e il “leader educativo” erano ancora lungi da venire, c'erano però già i test Invalsi imposti con gli ordini di servizio o, peggio ancora, con le sanzioni disciplinari. C'era già nell'aria il sentore che la libertà di insegnamento potesse divenire un bel racconto del tempo che fu».

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