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Pranzano al parco delle Casiglie con uno spinello “mordi e fuggi”

di Andrea Gilioli
Pranzano al parco delle Casiglie con uno spinello “mordi e fuggi”

Si sta diffondendo l’abitudine di fumare cannabis nell’area verde e poi rimettersi subito alla guida I ragazzi scendono in via Montesanto e in pochi minuti consumano la marijuana. Rischio sulle strade

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Arrivano in automobile, si siedono sulle panchine del parco, da soli o in compagnia, preparano lo spinello, lo fumano e, come se nulla fosse, ripartono mettendosi al volante, diretti chissà dove. È quanto accade quasi ogni giorno, soprattutto nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio, nel parco pubblico di via Montesanto. Nell’area verde, frequentata da famiglie, bambini e lavoratori in pausa pranzo, oltre che da tantissimi padroni in compagnia dei loro animali, non sembra si siano mai registrati episodi di spaccio, ma soltanto di consumo.

Il parco pubblico, un’oasi di pace a pochi metri da alcune aziende e quasi di fronte alla rinascimentale sede di Confindustria, non presenta segni di degrado, essendo regolarmente curato e pulito da un gruppo di cittadini della zona, e forse è proprio la quiete dell’area verde ad essere piaciuta molto anche ad alcuni consumatori di marijuana, che arrivano in auto e si siedono sulle panchine per fumare uno spinello.

Alcuni arrivano in gruppo, altri da soli. Sono ragazzi e ragazze, di età diverse: dai ragazzini delle scuole superiori agli over 30, che magari indossano gli abiti da lavoro. Negli ultimi anni il dibattito sul consumo di cannabis è stato molto acceso, e da più parti si invoca una liberalizzazione, ma il comportamento dei consumatori di via Montesanto, preoccupa prima di tutto gli utenti della strada.

Per inquadrare la vicenda si deve ricordare, infatti, che se da un lato la legge non punisce per il fatto in sé i consumatori di droghe, più o meno socialmente accettate che siano, dall’altro il codice della strada è molto rigido sul divieto di usare sostanze stupefacenti prima di mettersi al volante, prevedendo multe salate, il ritiro della patente (a discrezione del prefetto) e in alcuni casi l’avvio di un programma di disintossicazione. L’effetto acuto di una “canna”, secondo gli esperti, dura almeno quattro ore, e al parco delle Casiglie i fumatori di cannabis spesso spengono il mozzicone pochi istanti prima di aprire la portiera e girare la chiave dell’auto.

Controlli, almeno negli ultimi mesi, non ce ne sono stati. A volte la piazzetta antistante il parco è usata dalle forze di polizia come piazzola per i posti di blocco, ma con ogni probabilità nessun conducente viene sottoposto al test antidroga e anti-alcool alle 11 di mattina o alle 14. Forse quanto succede regolarmente in via Montesanto può essere uno spunto per iniziare a pensare che i conducenti “alterati” circolano anche in orari diversi dalla notte fonda, e in luoghi diversi dalle strade che portano alle discoteche. Il rischi di incidente, infatti, non guardano né indirizzo né orologio.

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