Quando gli scolari sono i discepoli di Galileo
Alle elementari Galilei i bambini imparano giocando: il loro laboratorio è una palestra creativa
Cosa sta succedendo alle elementari Galilei? Ci sono tavolette di domino che diventano mattoncini di costruzioni; dischetti di Forza 4 che si trasformano in anelli da lanciare per far centro in pali di legno; sacchi con cui correre, trampoli con cui gareggiare, sci con cui muoversi nell’erba. Non è il caso di preoccuparsi: è la Settimana della Scienza. Il tema, guarda caso, sono le “Trasformazioni”. Una “palestra creativa” con cui le alunne e gli alunni possono immedesimarsi nell’inventore a cui è dedicata la scuola. I modelli, tuttavia, possono essere tanti. Poche, invece, sono le istruzioni. Le volontarie dell’associazione culturale Zero in Condotta danno appena qualche indicazione a un bimbo. Il messaggio si diffonde rapido come il suono a tutti gli altri. Non hanno bisogno di stimoli: l’energia è già in loro. Tagliato il nastro, si radunano e poi scattano a divertirsi apprendendo. I limiti? Le regole da rispettare per non farsi male, poi non ci sono paletti alla loro fantasia. Così le spiegazioni dei volontari sono talvolta disattese, con stupore degli stessi grandi che li osservano senza intromettersi nella fase creativa. Una magia che già provano nel quotidiano, grazie all’impegno delle maestre. Persone pronte a far fruttificare i loro talenti giocando, a esempio, con le parole e i numeri. Nasce così la Settimana, «un modello esportabile» per Stefania Giovanetti, preside della scuola. Ci saranno ancora laboratori, proiezioni, spettacoli fino alla biciclettata finale. Tanti momenti, un unico obiettivo: imparare con il gioco.
Gabriele Farina
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