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Schianto contro albero, muore sul colpo

Schianto contro albero, muore sul colpo

Castelvetro. Sbandata di 200 metri, poi l’urto: il 47enne Salvatore Torrisi è stato sbalzato fuori dall’auto. Lascia un figlio

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CASTELVETRO. Salvatore Giovanni Torrisi è morto sul colpo. La sua Lancia Phedra si è schiantata all’una della notte tra domenica e lunedì sulla strada provinciale 569, quella che corre da Pozza a Vignola e poi verso il Bolognese. Il 47enne ha perso il controllo della sua auto nel tratto tra Solignano e Ca’ di Sola, proprio a ridosso di quest’ultima frazione. Una corsa di duecento metri fuori strada che si è conclusa contro il secondo di tre alberi posti proprio sulla banchina della provinciale.

All’indomani, i segni dell’incidente sono ancora ben visibili, perché la Lancia, una grossa monovolume, provenendo da Solignano e un centinaio di metri dopo una semicurva, si è spostato in maniera anomala sulla destra e con le gomme è uscito dalla carreggiata: qui il 47enne aveva già perso ogni controllo della vettura, e ha sbattuto violentemente contro la recinzione di un terreno privato. La corsa, tuttavia, non si è fermata ed è proseguita nei campi, restando per circa 200 metri parallela alla provinciale: poi l’impatto, violentissimo, contro l’albero, completamente scorticato della corteccia per l’urto. La Lancia è rimbalzata contro il tronco, andando a terminare la sua corsa in un piccolo frutteto di meli a pochi metri di distanza. Per Salvatore Torrisi non c’è stato niente da fare, l’urto lo ha sbalzato fuori dalla vettura. È deceduto sul colpo.

Vani i soccorsi: un’ambulanza, un’automedica, una pattuglia dei carabinieri di Vignola e una squadra di vigili del fuoco proveniente anch’essa da Vignola. Ai carabinieri spetterà il compito di capire che cosa abbia innescato quella carambola fatale: un colpo di sonno, un malore o forse l’alta velocità. Il magistrato di turno ha aperto un fascicolo d’indagine.

Ma la sostanza non cambia: Salvatore Torrisi lascia un figlio di 10 anni e un’anziana madre, con cui condivideva un appartamento in una palazzina di Solignano Nuovo, in via Isonzo, una piccola strada chiusa. Si era trasferito lì da qualche anno e viveva per il suo bambino che stava crescendo da solo perché la madre del piccolo, originaria dell’est Europa, era tornata nel suo Paese anni fa. Salvatore era un uomo riservato, che trascorreva la maggior parte del tempo con la propria famiglia.

La sua morte segue di pochi giorni un altro incidente avvenuto nella stessa strada sul terzo di quei tre alberi: una Citroen si era schiantata proprio lì, prendendo fuoco ed andando completamente distrutta. Ma in quell’occasione il guidatore era riuscito ad uscire dall’abitacolo, illeso prima che le fiamme si scatenassero con violenza. «Qui pochi rispettano il limite dei 50 all’ora. Qui tutti corrono e sorpassano», raccontano i residenti preoccupati, commentando l’ultimo, tragico, incidente.

Giovanni Balugani

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