Secondo furto in un mese nella segheria
Castelvetro. Sparite alla ditta Rinaldi le attrezzature che erano state acquistate dopo il primo colpo
CASTELVETRO. A un mese esatto dal primo furto subito in ditta, i ladri tornano a trovarlo devastando il suo laboratorio e portandogli via molte delle attrezzature che aveva appena riacquistato. È successo alla Segheria Rinaldi di via Ghiarone 52 a Castelvetro, di proprietà di Coriolano Rinaldi e del figlio Bruno, quest'ultimo già consigliere comunale e provinciale. A raccontare come sono andate le cose è stato lo stesso Bruno, che spiega: «È successo tutto nella notte tra ieri e l'altro ieri. I ladri sono entrati forzando una porta laterale e, una volta all'interno, hanno portato via avvitatrici, trapani, saldatrici e altre attrezzature, molte delle quali appena acquistate visto l'analogo furto che abbiamo subito in segheria esattamente un mese fa. I danni, questa volta, si aggirano sui 3.000 euro solo come attrezzatura. Praticamente, ormai sono già due mesi che lavoriamo solo per compensare quello che ci rubano i ladri. Stavamo tra l'altro per installare un sistema d'allarme, provvedimento che peraltro considero una resa. Ciò che viene da chiedermi - prosegue Rinaldi - è che, se in un periodo storico in cui stiamo dando la caccia a terroristi dell'Isis non riusciamo a trovare questi ladri molto probabilmente anche ricettatori, come si può pretendere di metterci sulle tracce di terroristi o grandi criminali? Sottolineo che da parte dei carabinieri di Castelvetro ho ricevuto la massima disponibilità, però mi auguro che, dai vertici provinciali e regionali, si giunga presto alla conclusione che occorrono più uomini a Castelvetro e nel nostro comprensorio, visto il moltiplicarsi di episodi simili al mio». Coriolano Rinaldi è preda dello sconforto: «Sono nato nel 1939 in una società di persone oneste. Credevo, andando avanti, di trovare una società migliore. Oggi posso solo constatare che lo sforzo di tanti uomini è stato vanificato».
Marco Pederzoli
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