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A Carpi i ladri segano a metà la cassaforte: un bottino da 30mila euro

di Rino Filippin
A Carpi i ladri segano a metà la cassaforte: un bottino da 30mila euro

Spariti preziosi, orologi e soldi in contanti. Il colpo messo a segno a Carpi di sera «Sono disposto a pagarli se mi riportano le fedi di mia madre morta»

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CARPI. Una cassaforte tagliata a metà con un flessibile e i ricordi della anziana mamma appena deceduta svaniscono nel nulla.

Massimo Finno, imprenditore nel settore della ristorazione, ha molti e buoni motivi per essere arrabbiatissimo. «Hanno rubato - spiega il carpigiano che abita in zona Remesina - fedi e collane che appartenevano a mia madre morta pochi mesi fa e questo dal punto di vista affettivo mi ha dolorosamente colpito, poi sono spartiti alcuni orologi di valore e contanti. Un danno di oltre 30mila euro. Infine la ciliegina sulla torta: l’assicurazione contro i furti mi è scaduta da alcuni mesi: ero alle prese con la malattia di mia madre e non ho pensato a rinnovarla subito». Il furto è avvenuto la scorsa settimana, tra le 8 e le 10 di sera.

IL COLPO «Sono uscito - racconta la vittima - per distrarmi un po’, poi, verso le 22, ho parcheggiato la mia auto di fronte al cancello di casa. Appena sceso ho capito che qualcosa non andava: la porta del garage era aperta. A quel punto sono tornato in auto e ho chiamato mia sorella per chiederle se fosse stata a casa mia dimenticando di chiudere la porta. Avuta risposta negativa ho puntato i fari sulla casa per capire cosa stesse accandendo, poi sono entrato e ho trovato il caos». Un ritrovamento ha particolarmente spaventato Finno: «Appoggiata alla porta, nella parte interna, c’era una spranga di ferro: se fossi entrato mentre stavano “lavorando” mi avrebbero probabilmente colpito in testa, forse ammazzandomi. Ma una cosa mi ha umanamente ferito: il fatto che con i piedi questi malviventi abbiano calpestato la foto di mia madre».I malviventi hanno così lavorato indisturbati con un flessibile tagliando a metà la spessa cassaforte. Successivamente sono fuggiti dal retro forzando un cancello di ferro che si trovava tra la porta di legno e la porta-finestra. I vicini di casa di Massimo Finno sono dispiaciuti: «Eravamo sul marciapiedi a fare due chiacchiere - raccontano - mentre all’interno i ladri lavoravano, e non ci siamo accorti di nulla. In realtà - raccontano - sentivamo un rumore di un trapano o qualcosa del genere, ma abbiamo pensato che fossero altri vicini che facevano dei lavoretti in casa. Così, purtroppo, non abbiamo potuto dare l’allarme».

L'APPELLO AI LADRI La vittima del furto lancia un appello ai ladri: «Per favore - dice Finno - scriva che se mi restituiscono i preziosi che appartenevano a mia madre sono disponibile a versare loro una congrua somma in denaro». Nel quartiere, appresa la notizia del furto, sono tutti preoccupati: «Probabilmente - dicono - c’è un basista: come facevano i ladri a sapere che Finno sarebbe stato fuori due ore. E come sapevano della cassaforte?».

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