Storia naturale, una passione di Francesco III
L'origine del Museo di Storia Naturale in ateneo risale al 1786 quando i vertici dell'Università assegnarono la cattedra di storia naturale a Medicina ad Antonio Moreali, anche se il progetto era all’...
L'origine del Museo di Storia Naturale in ateneo risale al 1786 quando i vertici dell'Università assegnarono la cattedra di storia naturale a Medicina ad Antonio Moreali, anche se il progetto era all’attenzione del duca Francesco III già da dieci anni.
Il museo da subito è in difficoltà tanto che agli albori dell’800 c’è una sola collezione, come si legge in un documento ufficiale dell’epoca: «Il museo – scrive il prof. Cacciola – è assai povero e non può essere opportuno né allo studio né al decoro del paese. Se dobbiamo essere grati alla liberalità del vescovo Fogliani non dobbiamo credere di possedere una raccolta di storia naturale. Serve d'invito alla pubblica podestà (amministrazione, ndr) di accrescerlo se lo trova opportuno». Seguono decenni complicati, fino a quando, nel 1830, il museo non venne dotato di maggiori mezzi e trasferito nella sede centrale di via Università. Per l’occasione si pensò anche al primo catalogo ufficiale dei reperti che vide la luce nel 1846, in cui si citava la presenza di 90mila reperti. Tre anni prima l’apertura ufficiale al pubblico, il 30 marzo 1843, nel giorno delle nozze tra il principe ereditario Francesco Ferdinando e Adelgonda di Baviera. Dopo l’Unità il Museo di Storia Naturale viene suddiviso in tanti piccoli “gabinetti di studio”, destino triste e comune che continuò per tutto il '900 a tutti i musei universitari. Nel 1989 l'ateneo istituisce il “Museo universitario di storia naturale e della strumentazione scientifica” che chiude nel 2004. Il patrimonio fu diviso tra Orto Botanico, Museo Gemma 1786 e Osservatorio Astronomico. (s.l.)
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